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Voucher Cloud & Cybersecurity — MIMIT | Landing Roicomm

Ministero delle Imprese e del Made in Italy — DM 18 luglio 2025 · FSC 2014-2020

Voucher Cloud & Cybersecurity

150 milioni di euro per PMI e lavoratori autonomi che adottano servizi di cloud computing e cyber security nuovi o migliorativi. Contributo del 50% delle spese ammissibili, fino a € 20.000. Oltre 71 milioni riservati alle imprese di Puglia e del Mezzogiorno. Precompilazione della domanda dal 20 ottobre 2026, invio dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.

Preparati alla domanda
€ 150M
Dotazione complessiva
50%
Contributo a fondo perduto
€ 20.000
Contributo massimo per beneficiario
10 nov 2026
Apertura invio domande (fino al 20/01/2027)

DATE PUBBLICATE — Precompilazione della domanda dal 20 ottobre 2026; invio dal 10 novembre 2026 fino al 20 gennaio 2027. Procedura a sportello in ordine cronologico fino a esaurimento fondi: prepara ora requisiti e fornitore.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

Il Voucher Cloud & Cybersecurity è un incentivo nazionale a fondo perduto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rivolto a PMI e lavoratori autonomi che acquisiscono servizi di cloud computing e cyber security nuovi o migliorativi rispetto a quelli già in uso. La dotazione è di 150 milioni di euro, di cui oltre 71 milioni riservati alle otto regioni del Mezzogiorno, tra cui la Puglia. Le domande si presentano con procedura valutativa a sportello, in ordine cronologico di arrivo, fino a esaurimento delle risorse: la precompilazione apre il 20 ottobre 2026 e l'invio va dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027.

Titolare della misura
MIMIT
Min. Imprese e Made in Italy
Piattaforma domande
Invitalia
Area riservata dedicata
Contributo
50%
A fondo perduto, fino a € 20.000
Spesa minima per piano
€ 4.000
Sotto soglia non ammissibile
Regime di aiuto
De minimis
Reg. UE 2023/2831 · cumulabile
Quota Mezzogiorno
€ 71 Mln
Riservati a Puglia e altre 7 regioni
Requisito di accesso
30 Mbps
Connettività minima in download
Domande
1 sola
Una istanza per beneficiario

Il contributo e il regime di aiuto

Come funziona il contributo

Contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese ammissibili per l'acquisizione dei servizi cloud e di sicurezza, fino a un massimo di € 20.000 per beneficiario. La spesa del piano non può essere inferiore a € 4.000.

Il contributo
50% · € 20.000

Fondo perduto sul 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di € 20.000. L'erogazione avviene fino a due quote (50% ad avanzamento del piano di spesa e saldo a ultimazione), oppure in unica soluzione a saldo. Piano di spesa minimo € 4.000.

Regime de minimis e cumulo
Cumulabile

L'aiuto è concesso in regime de minimis (Reg. UE 2023/2831) e può essere cumulato con altri aiuti di Stato, anche de minimis, nei limiti previsti dalla disciplina europea di riferimento. Ogni beneficiario può presentare una sola istanza di agevolazione.

La quota riservata al Mezzogiorno. Dei 150 milioni di dotazione, oltre 71 milioni sono riservati ai piani di spesa realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia: un vantaggio territoriale concreto per le imprese di questi territori.

Le spese ammissibili

Cosa finanzia il voucher

Categoria di spesaEsempi ammissibili
Hardware cybersecurityFirewall, firewall di nuova generazione (NGFW), router/switch sicuri, dispositivi di prevenzione delle intrusioni (IPS)
Software cybersecurityAntivirus e antimalware, monitoraggio delle reti, crittografia dei dati, sistemi SIEM, gestione delle vulnerabilità
Servizi cloud infrastrutturali IaaS/PaaSVirtual machine, storage & backup, network & security (VPN e anti-DDoS), database
Servizi Cloud SaaSContabilità, gestione risorse umane (HRM), ERP, gestione contenuti digitali (CMS) ed e-commerce, CRM
Configurazione, monitoraggio e supportoServizi professionali continuativi connessi alle categorie precedenti (ammissibili fino al 30% del piano, esclusa la formazione)

Regola d'oro: sono ammissibili solo i servizi nuovi e aggiuntivi rispetto a quelli già in uso, oppure gli upgrade dimostrabili verso soluzioni più avanzate e sicure. La semplice sostituzione di un servizio con prestazioni analoghe non è finanziabile. Tutti i servizi devono essere qualificati come cloud di livello 1 (QC1) e forniti da soggetti iscritti nell'elenco ufficiale dei fornitori abilitati.

Chi può partecipare

La misura è aperta a PMI e lavoratori autonomi su tutto il territorio nazionale, con priorità comunicativa per le imprese di Puglia e del Mezzogiorno grazie alla quota FSC riservata.

Beneficiari

  • PMI di ogni settore — micro, piccole e medie imprese ai sensi della Raccomandazione 2003/361/CE, regolarmente costituite, iscritte e attive al Registro delle Imprese
  • Lavoratori autonomi e liberi professionisti con partita IVA, anche non iscritti al Registro delle Imprese (incluse le professioni non organizzate in ordini)
  • Operanti su tutto il territorio nazionale; quota riservata alle imprese di Puglia, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sardegna e Sicilia
  • In possesso di un contratto di connettività con velocità minima di 30 Mbps in download alla data della domanda

Requisiti ed esclusioni

  • Nel pieno e libero esercizio dei propri diritti: escluse le imprese in liquidazione volontaria o in procedure concorsuali liquidatorie
  • In regola con l'obbligo assicurativo contro i danni da calamità naturali ed eventi catastrofali (L. 213/2023, D.L. 39/2025) — requisito spesso trascurato
  • Non attive nei settori esclusi dal regolamento de minimis (UE) 2023/2831
  • Escluse le spese per servizi con prestazioni analoghe a quelli già in uso: ammessi solo servizi nuovi o migliorativi
  • Non finanziabili i piani di spesa inferiori a € 4.000

Come si costruisce il piano

Acquisto diretto o abbonamento

Il piano di spesa può essere realizzato tramite acquisto diretto, sottoscrizione di un abbonamento, oppure una combinazione delle due modalità. La durata cambia in funzione della scelta.

Acquisto diretto

  • Durata massima del piano: 12 mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione
  • Adatto all'acquisto di hardware e software con licenza una tantum

Abbonamento

  • Durata minima: 24 mesi. Un abbonamento sotto i 24 mesi non è ammissibile
  • Se l'abbonamento supera i 24 mesi, le spese ammissibili restano limitate ai primi 24 mesi
  • Adatto a servizi cloud SaaS/IaaS e sottoscrizioni ricorrenti di sicurezza

Il fornitore fa la differenza. Non basta scegliere un buon servizio: il fornitore deve essere iscritto nell'elenco ufficiale dei soggetti abilitati dall'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Costruire il piano su un fornitore non ammissibile lo rende inammissibile a monte: la verifica va fatta prima di firmare qualsiasi preventivo.

I nodi da non sottovalutare

Ticket contenuto e iter snello, ma con alcuni passaggi tecnici che decidono l'ammissibilità. Sono i punti dove un errore costa il contributo.

Doppia qualificazioneIl servizio deve essere QC1 e il fornitore iscritto all'elenco ufficiale: entrambi i requisiti, non uno solo.
Procedura a sportelloDomande valutate in ordine cronologico fino a esaurimento dei 150 milioni: prepararsi prima è decisivo.
Una sola istanzaNessun margine per correggere errori dopo l'invio: la scelta di servizio e fornitore va fatta bene la prima volta.
Dimostrare la "novità"Le offerte devono evidenziare lo stato di partenza e l'effettivo miglioramento, non la semplice sostituzione.
Durata degli abbonamentiSotto i 24 mesi non è ammissibile; oltre, la parte eccedente non è finanziata. Il piano va costruito con precisione.
Requisito assicurativoLa regolarità con l'assicurazione contro le calamità naturali (L. 213/2023) è condizione di accesso, non un formalismo.

L'iter della misura

Dalla preparazione all'erogazione

1
Adesso

Verifica requisiti

Connettività 30 Mbps, regolarità assicurativa, plafond de minimis, stato tecnologico di partenza.

2
Adesso

Scelta del fornitore

Selezione di servizi QC1 e di un fornitore iscritto all'elenco ufficiale abilitato.

3
Dal 20 ottobre 2026

Precompilazione domanda

Compilazione della domanda sul portale, con verifica di requisiti, servizi e fornitore abilitato.

4
10 nov 2026 – 20 gen 2027

Invio della domanda

Invio telematico con CUP, in ordine cronologico fino a esaurimento fondi.

5
60 giorni

Istruttoria e concessione

Verifiche entro 60 giorni; poi 30 giorni per sottoscrivere il contratto con il fornitore.

6
A saldo

Erogazione

Fino a due quote (50% + saldo) o unica soluzione, previa rendicontazione e verifiche DURC.

Perché muoversi adesso, anche senza una data

Le date sono fissate: precompilazione dal 20 ottobre 2026, invio dal 10 novembre 2026 al 20 gennaio 2027. La procedura è a sportello, in ordine cronologico: la finestra utile può essere breve e affollata, come nei precedenti piani voucher. Chi arriva all'apertura con requisiti verificati, fornitore abilitato individuato e documentazione pronta presenta nelle prime ore e mette al sicuro il contributo. RoiComm ti accompagna dalla pre-valutazione fino all'erogazione del saldo.

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Nuova Sabatini https://roicomm.it/nuova-sabatini/ Sun, 02 Aug 2026 15:39:59 +0000 https://roicomm.it/?p=22228
Nuova Sabatini — Beni Strumentali MIMIT | Landing Roicomm

Ministero delle Imprese e del Made in Italy — DM 22 aprile 2022 · Beni strumentali · Sportello aperto

Nuova Sabatini

Contributo a fondo perduto fino a circa il 10% del finanziamento per l'acquisto di macchinari, impianti, hardware e software. Aperta a tutte le PMI di ogni forma giuridica, su finanziamenti da 20 mila a 4 milioni di euro. Rifinanziata con 650 milioni per il biennio 2026-2027.

Registrati per maggiori informazioni
~ 10,08%
Contributo sul finanziamento (linee 4.0 e Green)
€ 20k – 4M
Finanziamento ammissibile, durata max 5 anni
€ 650 Mln
Rifinanziamento per il biennio 2026-2027
30 giorni
Tempo medio del decreto di concessione

SPORTELLO APERTO — La Legge di Bilancio 2026 ha rifinanziato la misura con 650 milioni di euro, ripartiti in 200 milioni per il 2026 e 450 milioni per il 2027, confermati dall'avviso MIMIT del 24 marzo 2026. Le risorse si prenotano in ordine cronologico nel momento in cui la banca trasmette la richiesta: quando si esauriscono, lo sportello chiude con provvedimento del Direttore generale.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

La Nuova Sabatini è il contributo in conto impianti con cui il MIMIT abbatte gli interessi di un finanziamento bancario o di un contratto di leasing destinato all'acquisto di beni strumentali nuovi. Il meccanismo è particolare e conviene capirlo subito: il Ministero non finanzia l'investimento, ma versa all'impresa una somma calcolata convenzionalmente sugli interessi di un piano di ammortamento standard. Il contributo non va restituito, quindi nella sostanza funziona come un fondo perduto.

Titolare della misura
MIMIT
DM 22 aprile 2022 e Circolare 410823/2022
Beneficiari
Tutte le PMI
Qualsiasi forma giuridica, unità locale in Italia
Finanziamento
€ 20k – 4 Mln
Durata massima 5 anni
Linea ordinaria
2,75%
Tasso convenzionale sui beni generici
Linee 4.0 e Green
3,575%
Tasso convenzionale maggiorato
Erogazione
5 rate annuali
Unica soluzione fino a € 200.000
Decreto di concessione
30 giorni
Dalla ricezione della domanda completa
Procedura
A sportello
Ordine cronologico, senza graduatoria

Risorse ancora ampie, ma non infinite: all'elaborazione MIMIT del 13 luglio 2026 il contatore ufficiale indicava circa 1,3 miliardi di euro disponibili sulla linea ordinaria e 77,2 milioni sulla linea Capitalizzazione. Il dato cambia di settimana in settimana ed è consultabile in tempo reale sul portale ministeriale.

L'agevolazione

Struttura del beneficio

Il contributo si calcola applicando un tasso convenzionale su un piano di ammortamento semestrale standard, non sul tasso reale praticato dalla banca. Il tasso convenzionale cambia in base alla natura dei beni acquistati, ed è qui che si decide quanto vale l'agevolazione: la stessa spesa può rendere il 30% in più se i beni rientrano nelle linee 4.0 o Green.

Linea ordinaria — beni generici
2,75%

Tasso convenzionale applicato ai beni strumentali generici. Su un finanziamento da € 100.000 a 5 anni il contributo complessivo vale circa € 7.717, pari a poco più del 7,7% dell'investimento.

Linee 4.0 e Green
3,575%

Tasso convenzionale maggiorato per i beni digitali interconnessi e per quelli a basso impatto ambientale. Sullo stesso finanziamento da € 100.000 il contributo sale a circa € 10.092, oltre il 10% dell'investimento.

LineaTasso convenzionaleContributo su € 100.000A quali beni si applica
Ordinaria2,75%≈ € 7.717Beni strumentali generici: macchinari, impianti, attrezzature, hardware e software
4.03,575%≈ € 10.092Beni degli allegati 6/A e 6/B, con interconnessione e integrazione ai sistemi informatici di fabbrica
Green3,575%≈ € 10.092Beni a basso impatto ambientale, con certificazione del fornitore o di un professionista indipendente
L'esempio pratico. Investimento di € 100.000, finanziamento di pari importo a 5 anni, tasso bancario reale ipotizzato al 5,5%. Sulla linea ordinaria il contributo complessivo è di circa € 7.717, versato in quote annuali da circa € 1.543, e porta il costo netto dell'investimento a circa € 92.283. Sulle linee 4.0 o Green il contributo sale a circa € 10.092, con quote annuali di circa € 2.018, e il costo netto scende a circa € 89.908. Sono valori stimati su piano convenzionale semestrale: il calcolo puntuale dipende dal piano effettivo.

Due caratteristiche che cambiano la pianificazione fiscale: il contributo è separato dal finanziamento bancario. L'impresa rimborsa la banca con rate proprie e incassa il contributo MIMIT direttamente sul conto corrente, quindi non si tratta di un credito d'imposta e la misura funziona anche per le imprese in perdita. Inoltre la Sabatini è cumulabile con l'iperammortamento: contributo diretto e beneficio fiscale possono coesistere sullo stesso investimento.

Chi può partecipare

È la misura più inclusiva tra gli incentivi per i beni strumentali: non richiede una forma giuridica particolare, non impone atti notarili e copre quasi tutti i settori produttivi. Il vero filtro non è il requisito formale, ma la classificazione dimensionale.

Chi può accedere

  • Tutte le PMI secondo la definizione europea, in qualsiasi forma giuridica: imprese individuali, ditte artigiane, SNC, SAS, SRL, SPA, SApA
  • Tutti i settori produttivi, inclusi agricoltura e pesca
  • PMI con sede nell'Unione europea e unità locale in Italia: non è necessaria la sede legale italiana, basta l'unità locale operativa
  • Nessuna delibera assembleare né aumento di capitale: l'iter parte con la banca non appena sono disponibili i preventivi dei fornitori

Chi resta fuori

  • Grandi imprese: oltre 250 dipendenti e fatturato superiore a € 50 milioni o totale attivo superiore a € 43 milioni
  • Imprese in difficoltà ai sensi della definizione europea o sottoposte a procedura concorsuale
  • Imprese del settore finanziario e assicurativo, escluse in ogni variante
  • Imprese con sede e unità locale entrambe all'estero, senza alcun collegamento con una struttura produttiva italiana

Il punto in cui si sbaglia più spesso: le soglie dimensionali europee si calcolano includendo le imprese associate e collegate, non solo la società richiedente. Un'impresa che si considera piccola può risultare grande una volta consolidati i dati del gruppo o della holding familiare. Va sempre compilato il prospetto dei parametri dimensionali allegato alla modulistica MIMIT, prima di avviare qualsiasi pratica con la banca.

Investimenti ammissibili

Cosa si può acquistare e con quale linea

Tutti i beni devono essere nuovi di fabbrica, a uso produttivo e destinati all'unità locale italiana. La linea di appartenenza non si sceglie liberamente: dipende dalle caratteristiche tecniche dei beni e, per le linee 4.0 e Green, va documentata.

Tipologia di beneLinea ordinariaLinea 4.0Linea Green
Macchinari, impianti e attrezzature nuoveSì, se in allegato 6/ASì, se a basso impatto ambientale
Hardware
Server, PC industriali, PLC
Software e tecnologie digitaliSì, se in allegato 6/B
Impianti per la riduzione dell'impatto ambientaleNoSì, con certificazione

Le due condizioni tecniche da presidiare: per la linea 4.0 l'interconnessione e l'integrazione sono obbligatorie, cioè i beni devono essere effettivamente collegati ai sistemi informatici di fabbrica secondo i criteri della circolare 4/E del 2017 dell'Agenzia delle Entrate. Per la linea Green è obbligatoria la certificazione del minore impatto ambientale. Senza questi documenti il bene resta ammissibile, ma solo alla linea ordinaria, con un contributo inferiore di circa un terzo.

L'erogazione

Come arriva materialmente il contributo

Ottenere il decreto di concessione non significa aver incassato. La fase successiva alla concessione è quella in cui più imprese perdono pezzi di contributo, e non per problemi sostanziali ma per adempimenti dimenticati.

Un contributo separato dal finanziamento

  • L'impresa rimborsa la banca con le proprie rate e incassa il contributo MIMIT sul conto corrente, come flusso distinto
  • Non è un credito d'imposta: funziona anche per le imprese in perdita, che non avrebbero capienza per compensare
  • Erogazione in 5 quote annuali, oppure in un'unica soluzione se il finanziamento non supera € 200.000
  • La prima quota arriva dopo la realizzazione dell'investimento e il superamento dei controlli ministeriali

Un'erogazione che non è automatica

  • Realizzato l'investimento, l'impresa compila la richiesta di erogazione con fatture, DDT e dichiarazione di ultimazione
  • Dal secondo al quinto anno serve una conferma annuale sulla piattaforma: solo dopo la conferma il MIMIT eroga la quota successiva
  • Nessun automatismo: se l'impresa non si attiva, la quota non arriva
  • Le variazioni societarie (fusioni, scissioni, cessioni di ramo) vanno comunicate preventivamente, pena la sospensione del contributo

I rischi da presidiare

Dove le pratiche si bloccano

La Sabatini ha una procedura semplice, ma alcuni vincoli sono rigidi e non ammettono correzioni successive. Vale la pena verificarli prima di firmare qualsiasi preventivo con un fornitore.

Classificazione dimensionaleLe soglie europee si calcolano includendo imprese associate e collegate. Il prospetto dei parametri dimensionali MIMIT va compilato prima di tutto il resto.
Banca non aderenteLa domanda si presenta solo tramite banche e intermediari firmatari della Convenzione MIMIT. L'elenco aggiornato va verificato prima di avviare il rapporto.
Beni usati o non nuoviSono ammessi solo beni nuovi di fabbrica. Ricondizionati ed ex-demo restano esclusi anche quando sono funzionalmente equivalenti al nuovo.
Software in abbonamentoIl software deve essere acquisito con licenza perpetua e iscritto in bilancio. I contratti SaaS con canone ricorrente non sono agevolabili.
Merito creditizioIl finanziamento resta una decisione della banca, presa secondo il rischio di credito. Un rating basso o esposizioni problematiche possono portare a un rifiuto.
Esaurimento delle risorseLo sportello scorre fino a esaurimento e ha già conosciuto chiusure temporanee nel 2018 e nel 2021. La disponibilità residua va verificata prima di impostare il piano.

L'iter operativo

Le cinque fasi della domanda

1
Impresa

Domanda telematica

Compilazione e invio tramite piattaforma, con presentazione alla banca aderente.

2
Banca

Verifica e prenotazione

La banca verifica i requisiti PMI e prenota le risorse presso il MIMIT.

3
MIMIT

Conferma disponibilità

Il Ministero conferma le risorse: da questo momento la banca può concedere il finanziamento.

4
Banca

Delibera e trasmissione

La banca adotta la delibera e trasmette la domanda completa al MIMIT.

5
30 giorni

Decreto di concessione

Il MIMIT emette il decreto entro 30 giorni dalla ricezione della domanda completa.

6
Poi

Realizzazione

Acquisto dei beni, richiesta di erogazione con fatture e DDT, prima quota di contributo.

Un dettaglio che accorcia i tempi: il contratto di finanziamento può essere stipulato anche prima di ricevere il decreto MIMIT. La banca può procedere non appena il Ministero ha confermato la disponibilità delle risorse, senza attendere la concessione formale. Significa che l'investimento può partire settimane prima di quanto molte imprese immaginano.

Perché muoversi adesso

La dotazione 2026 è di 200 milioni, contro i 450 previsti per il 2027: le risorse dell'anno in corso sono la metà di quelle del prossimo, e la Sabatini è storicamente lo strumento più richiesto dalle PMI italiane per i beni strumentali. Non c'è una scadenza, ma c'è un contatore che scende. Nel frattempo la parte che richiede più tempo non è la domanda in sé, che è relativamente semplice: è la verifica dello status di PMI su base consolidata, la scelta della linea che massimizza il contributo, la documentazione tecnica per l'interconnessione 4.0 o per la certificazione Green, e l'individuazione di una banca aderente disposta a deliberare. RoiComm ti accompagna dalla pre-qualifica fino alle erogazioni annuali degli anni successivi.

Prenota una pre-valutazione gratuita

Elaborazione RoiComm su DM 22 aprile 2022 (MIMIT) e Circolare n. 410823/2022, aggiornata al comunicato MIMIT del 24 marzo 2026 sul rifinanziamento della misura. I valori di contributo indicati sono stime su piano convenzionale semestrale e non costituiscono parere legale o fiscale. Per ogni aspetto vincolante si rinvia alla normativa e alla documentazione ufficiale pubblicata dal Ministero.

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Tecnonidi https://roicomm.it/tecnonidi/ Fri, 31 Jul 2026 15:12:31 +0000 https://roicomm.it/?p=22223
Fondo TecnoNidi — Regione Puglia | Landing Roicomm

Regione Puglia — Puglia Sviluppo S.p.A. · PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 · Azioni 1.4 e 1.11

Fondo TecnoNidi

Fino a 280 mila euro tra fondo perduto e prestito a tasso zero per startup e piccole imprese innovative pugliesi. Copertura fino all'80% sia sugli investimenti sia sui costi di funzionamento — inclusi personale, cloud e marketing digitale. Bando a sportello, sempre aperto.

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€ 280.000
Aiuto massimo per impresa
80%
Copertura di investimenti e costi di funzionamento
Tasso 0%
Prestito a 60 mesi senza garanzie reali
€ 50k – 350k
Spesa di progetto ammissibile

SPORTELLO SEMPRE APERTO — TecnoNidi non ha una scadenza: le domande si presentano in qualsiasi momento su sistema.puglia.it e vengono istruite in ordine cronologico di arrivo. Ha però una dotazione finita, e quando si esaurisce lo sportello chiude senza un vero preavviso. Nessun countdown, ma nemmeno tempo illimitato.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

TecnoNidi è la misura con cui Regione Puglia, tramite Puglia Sviluppo, sostiene le startup e le piccole imprese innovative che realizzano piani di investimento a contenuto tecnologico nelle aree della Strategia di Specializzazione Intelligente Smart Puglia 2030. La struttura dell'aiuto è insolita per un bando regionale: combina una quota a fondo perduto molto alta con un prestito a tasso zero senza garanzie reali, e finanzia anche i costi "leggeri" tipici di un'impresa digitale, non solo macchinari e opere edili.

Ente gestore
Puglia Sviluppo
Per conto di Regione Puglia
Programma
PR Puglia 21-27
FESR-FSE+ · Azioni 1.4 e 1.11
Beneficiari
Startup e PMI innovative
Con sede operativa in Puglia
Dotazione
€ 19,7 Mln
14,7 sovvenzioni + 5 fondo mutui
Conto impianti
€ 200.000
40% fondo perduto + 40% tasso zero
Conto esercizio
€ 80.000
Interamente a fondo perduto
Investimento minimo
€ 25.000
Su una spesa complessiva da € 50.000
Procedura
A sportello
Ordine cronologico, senza scadenza

Struttura dell'agevolazione

Quanto puoi ottenere

L'agevolazione viaggia su due binari distinti, che si sommano nello stesso progetto: uno sugli investimenti, uno sui costi di funzionamento. Entrambi coprono l'80% della spesa, ma con una composizione diversa — ed è questa differenza a determinare quanto denaro l'impresa dovrà effettivamente restituire.

Conto impianti — investimenti
€ 200.000

Copertura all'80% su un investimento massimo di € 250.000, composta per metà da sovvenzione a fondo perduto (40%) e per metà da prestito a tasso zero (40%), rimborsabile in 60 mesi e senza garanzie reali.

Conto esercizio — funzionamento
€ 80.000

Copertura all'80% su costi di funzionamento fino a € 100.000, interamente sotto forma di sovvenzione a fondo perduto: su questa componente non c'è nulla da restituire.

Leva di aiutoIntensitàComposizioneMassimale
Conto impianti
Investimenti fino a € 250.000
80%40% sovvenzione a fondo perduto + 40% prestito a tasso zero, 60 mesi, senza garanzie reali€ 200.000
Conto esercizio
Costi di funzionamento fino a € 100.000
80%100% sovvenzione a fondo perduto€ 80.000

L'esempio a progetto massimo: su un piano da € 350.000 — € 250.000 di investimenti più € 100.000 di costi di funzionamento — l'agevolazione complessiva arriva a € 280.000. Di questi, € 180.000 sono a fondo perduto e non vanno restituiti, mentre € 100.000 sono un prestito a tasso zero da rimborsare in cinque anni. L'impresa mette risorse proprie per i restanti € 70.000.

Chi può partecipare

Per accedere ci sono due strade diverse, e riconoscere in quale delle due si rientra è il primo passo: cambiano i documenti da produrre e i tempi di preparazione della domanda.

Le due strade di accesso

  • Startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese (L. 221/2012), costituite da meno di 5 anni e non quotate: il requisito è già certificato dall'iscrizione
  • Piccole imprese innovative che dimostrano costi di R&S pari ad almeno il 10% dei costi operativi in uno degli ultimi tre esercizi, attestati da un revisore
  • In alternativa, imprese senza spesa storica di R&S ma con un progetto innovativo dimostrabile tramite valutazione di un esperto esterno o domanda di brevetto già pubblicata
  • Spin-off universitari e della ricerca, anche senza storicità di bilancio
  • Progetto riconducibile alle aree di innovazione di Smart Puglia 2030: manifattura sostenibile, salute e benessere, transizione ecologica, comunità digitali creative e inclusive

Chi resta fuori

  • Imprese quotate, in liquidazione, sottoposte a procedure concorsuali o già destinatarie di revoche di agevolazioni non sanate
  • Settori esclusi: pesca e acquacoltura, agricoltura primaria, carbone, siderurgia, cantieristica navale, fibre sintetiche, trasporti ed energia
  • Gran parte del commercio (fuori dall'e-commerce puro), finanza, assicurazioni e immobiliare
  • Alloggio e ristorazione, giochi e scommesse, istruzione
  • Progetti con investimento inferiore a € 25.000 o spesa complessiva fuori dal range € 50.000 – € 350.000

Una barriera più bassa di quanto sembri: al momento della domanda preliminare la sede operativa in Puglia va soltanto identificata, non è necessario disporne già con un titolo di possesso. Questo apre la misura anche alle imprese di fuori regione che intendono aprire una sede in Puglia — a condizione che sia una sede realmente operativa e ad uso esclusivo, non un semplice recapito.

Le spese ammissibili

Cosa puoi finanziare

La seconda leva è ciò che rende TecnoNidi diverso dalla maggior parte dei bandi regionali: accanto ai classici investimenti in beni materiali, finanzia i costi correnti dell'impresa, comprese voci che di norma restano fuori da qualsiasi agevolazione.

Investimenti — conto impianti

  • Macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica
  • Opere edili e assimilate, entro il 30% dell'investimento in altri attivi
  • Attivi immateriali: software, licenze, brevetti e know-how, con perizia giurata di un tecnico abilitato
  • Importo minimo per singolo titolo di spesa: € 500

Funzionamento — conto esercizio

  • Personale dipendente (retribuzione netta), locazione degli uffici e utenze
  • Consulenze per l'innovazione, servizi di sostegno e certificazioni, fino a € 30.000 per voce
  • Canoni cloud, software, hosting e domini
  • Marketing digitale: keyword advertising, campagne social e brand awareness — voce esplicitamente ammissibile
  • Locazione e allestimento dello stand per la prima partecipazione a una fiera specializzata

Perché conta: un'impresa software o di servizi ha pochi asset materiali da immobilizzare, e per questo resta spesso esclusa di fatto dai bandi costruiti sui macchinari. Qui il conto esercizio consente di portare a contributo stipendi, cloud e campagne pubblicitarie — cioè la struttura di costo reale di un progetto digitale — con l'80% a fondo perduto puro.

Da sapere prima di partire

Le regole che fanno la differenza

Sono i vincoli che non emergono leggendo il titolo del bando e che pesano sulla decisione di partecipare. Meglio conoscerli all'inizio, quando il piano si può ancora impostare in modo diverso, che scoprirli a metà percorso.

RegolaCosa comporta
CUP in fatturaIl Codice Unico di Progetto va riportato su ogni fattura elettronica, pena l'inammissibilità della spesa: un errore puramente amministrativo può vanificare un investimento reale
Fideiussione personaleÈ richiesta la fideiussione di un socio o di un amministratore: un impegno che va oltre il patrimonio della società
Perizia giurataGli attivi immateriali richiedono una perizia giurata di un tecnico abilitato, con verifica di congruità rispetto ai prezzi di mercato: costo e responsabilità aggiuntivi
Tempi di realizzazioneIl piano di spesa va completato entro 12 mesi dalla prima erogazione, oppure 6 mesi dalla seconda
Vincoli di stabilitàPer 3 anni dopo l'investimento restano vincolate sede, destinazione dei beni e attività prevalente, pena la revoca totale delle agevolazioni
Limiti interni di spesaOpere edili entro il 30% degli altri attivi, consulenze e certificazioni entro € 30.000 per voce, nessun titolo di spesa sotto € 500

Nota sulle erogazioni: l'agevolazione arriva in tre tranche — il 25% alla firma del contratto, il 50% per stato di avanzamento lavori e il 25% a saldo. La prima erogazione anticipata è ciò che rende sostenibile il progetto anche per un'impresa giovane, ma fa anche partire il conteggio dei 12 mesi per completare le spese.

Come si viene valutati

Un pitch, non un modulo

TecnoNidi non è un bando a valutazione automatica. Il contenuto innovativo del progetto viene esaminato da un esperto indipendente e presentato dall'impresa in un colloquio, anche in videoconferenza. Conta saper raccontare tecnicamente il progetto, non solo compilare correttamente i campi di un portale.

Tre aree di valutazioneL'istanza definitiva viene valutata su tre aree distinte, ciascuna con un punteggio massimo di 10 punti, per un totale di 30 punti disponibili.
Soglia minima: 18 su 30Sotto i 18 punti complessivi il progetto non è ammesso alle agevolazioni, indipendentemente dalla qualità della singola area.
Nessuna area sotto i 5 puntiBastano meno di 5 punti su 10 in una sola delle tre aree per escludere il progetto, anche con un punteggio complessivo alto.
È la doppia soglia il vero rischio. Un progetto tecnicamente brillante ma con un piano economico debole, o viceversa un piano solido su una tecnologia raccontata male, può superare i 18 punti complessivi e comunque essere escluso per una singola area sotto quota 5. Significa che non basta rafforzare i punti di forza: bisogna soprattutto individuare e correggere il punto debole prima di presentare l'istanza definitiva. È esattamente il lavoro che facciamo nella fase di preparazione, tra la domanda preliminare e il colloquio.

L'iter della misura

Dalla domanda preliminare al saldo

1
Adesso

Verifica requisiti

Startup innovativa o R&S al 10%, settore ammesso, sede operativa in Puglia, range di spesa.

2
Passo 1

Domanda preliminare

Online su sistema.puglia.it/tecnonidi con SPID, CIE o CNS, con l'illustrazione del contenuto innovativo.

3
Passo 2

Esame e valutazione

Verifica di esaminabilità e valutazione del contenuto innovativo da parte di un esperto indipendente.

4
Passo 3

Colloquio pitch

Presentazione del progetto davanti alla commissione, anche in videoconferenza.

5
Passo 4

Istanza definitiva

Valutazione su tre aree, concessione provvisoria, firma del contratto e prima erogazione del 25%.

6
12 mesi

Realizzazione

Spese completate entro 12 mesi dalla prima erogazione. Poi SAL al 50% e saldo al 25%.

Perché muoversi adesso

TecnoNidi non ha una scadenza. Ha una dotazione, e le due cose non sono la stessa cosa. Non c'è un countdown a spingere, ma le domande si istruiscono in ordine di arrivo e quando le risorse finiscono lo sportello chiude, senza il preavviso che una scadenza avrebbe garantito. Nel frattempo c'è molto da preparare: inquadrare la strada di accesso giusta tra startup innovativa e impresa con R&S, costruire il piano di spesa nel range corretto, procurarsi la perizia giurata per gli attivi immateriali e soprattutto preparare il colloquio, perché la valutazione la fa un esperto e non un algoritmo. RoiComm ti accompagna dalla verifica di ammissibilità fino al saldo finale.

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Elaborazione RoiComm sull'Avviso TecnoNidi 2021-2027 di Puglia Sviluppo, DGR n. 1216 dell'8 agosto 2023 e criteri di valutazione di cui alla DGR n. 603/2023. Per ogni aspetto vincolante si rinvia al testo ufficiale dell'Avviso e alla documentazione pubblicata su www.sistema.puglia.it/tecnonidi.

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Scoperta Imprenditoriale https://roicomm.it/scoperta-imprenditoriale/ Fri, 31 Jul 2026 14:25:43 +0000 https://roicomm.it/?p=22211
Scoperta Imprenditoriale II — FCS MIMIT | Landing Roicomm

Ministero delle Imprese e del Made in Italy — DM 19 maggio 2026 · Fondo per la Crescita Sostenibile · Regioni meno sviluppate

Scoperta Imprenditoriale II

Oltre 505 milioni di euro per i progetti di ricerca e sviluppo delle imprese del Sud. Contributo a fondo perduto fino al 40% e finanziamento agevolato al 40%, su progetti da 1 a 5 milioni di euro nelle sei tecnologie abilitanti fondamentali. Il 60% delle risorse è riservato a PMI e reti d'impresa.

Registrati per maggiori informazioni
€ 505,8 Mln
Dotazione complessiva
80%
Copertura massima dei costi (piccole imprese)
€ 1 – 5 Mln
Costi di progetto ammissibili
60%
Risorse riservate a PMI e reti d'impresa

SPORTELLO NON ANCORA APERTO — Il decreto ministeriale è stato firmato il 19 maggio 2026. Termini di apertura, modulistica, punteggi massimi e soglie minime saranno definiti con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese. Attenzione: non è un click day, l'ordine di arrivo non dà alcun vantaggio. Iscriviti ora: ti avvisiamo all'apertura.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

Con il decreto del 19 maggio 2026 il MIMIT apre un nuovo sportello agevolativo a valere sul Fondo per la Crescita Sostenibile, destinato a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati nelle unità locali delle Regioni meno sviluppate. La misura — denominata Scoperta Imprenditoriale II — opera con le stesse modalità del decreto 13 luglio 2023, già noto al mercato, ma con una dotazione molto più ampia. L'obiettivo è sostenere la valorizzazione economica dell'innovazione e la ricerca collaborativa nelle sei tecnologie abilitanti fondamentali coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Titolare della misura
MIMIT
Gestione: RTI con mandataria Mediocredito Centrale
Fonte finanziaria
FCS
Fondo per la Crescita Sostenibile
Territori ammissibili
Regioni Sud
BAS, CAL, CAM, MOL, PUG, SAR, SIC
Costi di progetto
€ 1 – 5 Mln
E non oltre il 60% del fatturato medio
Contributo a fondo perduto
30 – 40%
In base alla dimensione d'impresa
Finanziamento agevolato
40%
Tasso pari al 20% del tasso di riferimento
Durata progetto
18 – 36 mesi
Proroga motivata fino a 6 mesi
Riserva PMI e reti
60%
Di cui il 25% a micro e piccole imprese

Struttura dell'agevolazione

Come funziona il sostegno economico

L'agevolazione combina due strumenti sullo stesso progetto: una quota a fondo perduto, che varia con la dimensione dell'impresa, e un finanziamento a tasso fortemente agevolato. Per una piccola impresa la copertura nominale arriva all'80% dei costi ammissibili.

Contributo diretto alla spesa
40%

Quota a fondo perduto per le imprese di piccola dimensione, che scende al 35% per le medie e al 30% per le grandi. Se il valore complessivo dell'aiuto in equivalente sovvenzione lordo supera l'intensità massima dell'articolo 25 GBER, il contributo diretto viene ridotto per rientrare nei limiti.

Finanziamento agevolato
40%

Quota uguale per tutte le dimensioni d'impresa, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla concessione. Durata da 1 a 8 anni, oltre a un preammortamento fino all'ultimazione del progetto e comunque entro 3 anni dalla concessione, con rate semestrali costanti al 30 giugno e al 31 dicembre.

Tipologia di soggettoContributo a fondo perdutoFinanziamento agevolatoCopertura nominale
Piccola impresa40%40%80% dei costi ammissibili
Media impresa35%40%75% dei costi ammissibili
Grande impresa30%40%70% dei costi ammissibili
Organismi di ricerca co-proponenti60% ricerca industriale / 40% sviluppo sperimentalenon previstoSolo contributo diretto alla spesa

Come si legge la tabella: su un progetto da € 2.000.000 presentato da una piccola impresa, l'agevolazione vale € 800.000 di contributo a fondo perduto più € 800.000 di finanziamento agevolato da restituire a tasso ridotto. Il finanziamento non è assistito da garanzie, ma i crediti sono assistiti da privilegio. Le agevolazioni non sono cumulabili, sulle stesse spese, con altre agevolazioni pubbliche che prevedono un divieto di cumulo; vale in ogni caso il divieto di doppio finanziamento dello stesso costo.

Chi può partecipare

La misura richiede sempre una dimensione collaborativa: nessun progetto può essere realizzato da un'impresa completamente sola. Cambia però la forma della collaborazione, e questo apre due strade molto diverse tra loro.

Soggetti ammessi

  • Proponenti: imprese che esercitano le attività di cui all'art. 2195 c.c. nn. 1 e 3, incluse le imprese artigiane
  • Proponenti: imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale
  • Proponenti: Centri di ricerca, ossia imprese con personalità giuridica autonoma dedite a ricerca e sviluppo
  • Co-proponenti: imprese agricole (art. 2135 c.c.), Organismi di ricerca come università ed enti pubblici di ricerca, imprese di servizi ausiliari
  • Progetti realizzati in una o più unità locali ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia

Requisiti ed esclusioni

  • Regolarmente costituiti e iscritti al Registro delle imprese, non in liquidazione volontaria né in procedure concorsuali
  • Contabilità ordinaria con almeno due bilanci approvati (o due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone)
  • Capacità di rimborso del finanziamento: indicatore A.3.i dell'allegato 2 almeno pari a 0,8
  • Non essere impresa in difficoltà, non avere aiuti illegali da restituire, essere in regola con eventuali revoche del Ministero
  • DURC regolare, assenza di cause ostative antimafia, rispetto dell'obbligo assicurativo contro i danni catastrofali

Nota sugli Organismi di ricerca: devono possedere gli stessi requisiti, ove compatibili con la loro forma giuridica, con l'eccezione dei due bilanci approvati e dell'indicatore di capacità di rimborso. A differenza degli altri soggetti, possono partecipare a più progetti congiunti tramite propri istituti, dipartimenti o unità organizzative dotate di autonomia.

I progetti finanziabili

Due modalità, sei tecnologie abilitanti

I progetti devono prevedere attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi oppure al loro notevole miglioramento, introducendo avanzamenti tecnologici significativi. Non basta la sola fase di ricerca: le attività devono essere strettamente connesse tra loro rispetto all'obiettivo del progetto.

Le due modalità di progetto

  • Progetto congiunto: fino a 3 soggetti proponenti compresa la capofila, di cui almeno una PMI, ciascuno con almeno il 10% dei costi ammissibili
  • La collaborazione si formalizza con contratto di rete, consorzio o accordo di partenariato, che ripartisce competenze e costi, regola la proprietà dei risultati e individua la capofila mandataria
  • Progetto a singola proponente: riservato a PMI o piccole imprese a media capitalizzazione (fino a 499 dipendenti)
  • In questo caso servono uno o più soggetti esterni indipendenti che contribuiscano con servizi di ricerca o ricerca contrattuale per almeno il 10% dei costi

Le tecnologie abilitanti (KETs)

  • Materiali avanzati e nanotecnologia
  • Fotonica e micro/nano elettronica
  • Sistemi avanzati di produzione
  • Tecnologie delle scienze della vita
  • Intelligenza artificiale
  • Connessione e sicurezza digitale

Sulle aree tematiche: i progetti devono collocarsi nelle aree e nelle traiettorie di sviluppo definite dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente — da cui il nome Scoperta Imprenditoriale II — oppure in aree non ancora incluse, contribuendo così ad alimentare il processo di scoperta imprenditoriale. È inoltre richiesto il rispetto del principio DNSH e l'esclusione degli ambiti di cui all'art. 7 del Reg. UE 2021/1058.

I vincoli operativi

Le regole del progetto

Sono i parametri che determinano se un progetto è costruibile o no, prima ancora di parlare di qualità della proposta. Vanno verificati per primi, perché diversi di questi vincoli non sono sanabili in corsa.

ParametroValore e conseguenze
Costi ammissibiliNon inferiori a € 1.000.000 e non superiori a € 5.000.000
Vincolo di fatturatoI costi non possono superare il 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi contabili del singolo proponente: è il tetto che di fatto dimensiona il progetto
DurataDa 18 a 36 mesi, con proroga motivata non superiore a 6 mesi
Avvio del progettoSuccessivo alla presentazione della domanda e, pena la revoca, non oltre 3 mesi dal decreto di concessione. Fa fede il primo impegno vincolante o l'inizio dell'attività del personale interno, con dichiarazione al Soggetto gestore entro 30 giorni
Quota minima per partecipante10% dei costi ammissibili per ciascun proponente nei progetti congiunti; 10% per i soggetti esterni nei progetti a singola proponente. Se in istruttoria la quota scende sotto la soglia, la domanda è inammissibile
Numero di domandeUna sola per soggetto, in forma singola o congiunta. Fanno eccezione gli Organismi di ricerca
ErogazioniFino a 5 stati di avanzamento più l'ultima a saldo. Il primo SAL va presentato entro 18 mesi dal decreto di concessione, pena la revoca

Spese ammissibili: sono quelle relative alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale già disciplinate dall'articolo 5 del decreto 13 luglio 2023; i criteri di determinazione e rendicontazione saranno precisati dai provvedimenti attuativi. Gli importi possono essere calcolati anche con le opzioni semplificate in materia di costi, ad esempio i costi standard unitari per il personale di ricerca.

Come si viene valutati

I criteri di valutazione

Le domande sono valutate su tre criteri, definiti dall'allegato 2 del decreto. Punteggi massimi e soglie minime saranno stabiliti dal provvedimento attuativo. Nei progetti congiunti i punteggi sono riferiti all'insieme dei proponenti.

Caratteristiche del soggetto proponenteCapacità tecnico-organizzativa di realizzare il progetto con risorse interne, qualità delle collaborazioni con gli Organismi di ricerca e solidità economico-finanziaria misurata su cinque indicatori di bilancio.
Qualità della proposta progettualeFattibilità tecnica e congruità dei costi, rilevanza dei risultati attesi rispetto allo stato dell'arte nazionale e internazionale, grado di innovazione: il punteggio cresce passando dal miglioramento di processo al nuovo prodotto.
Impatto del progettoInteresse industriale in relazione all'impatto economico dei risultati attesi e potenzialità di sviluppo nel settore di riferimento, inclusa la capacità di generare ricadute positive in altri ambiti.
Non è un click day, ed è il punto più frainteso della misura. Il decreto stabilisce espressamente che l'ordine temporale di presentazione delle domande non determina alcun vantaggio né penalizzazione. La graduatoria di accesso all'istruttoria si forma in ordine decrescente sul punteggio attribuito a quattro indicatori di bilancio del proponente: copertura finanziaria delle immobilizzazioni, indipendenza finanziaria, incidenza degli oneri finanziari sul fatturato e incidenza della gestione caratteristica sul fatturato. In caso di parità prevale il progetto con il costo più basso. In altre parole, la posizione in graduatoria dipende dai bilanci già depositati, non dalla velocità di invio.

Verifica preliminare da fare subito: l'indicatore A.3.i, che misura la capacità di rimborsare il finanziamento agevolato, deve valere almeno 0,8. Si calcola rapportando il flusso di cassa medio degli ultimi due bilanci alla rata annua teorica del finanziamento. Se il valore non regge, il progetto va ridimensionato o l'ammortamento allungato prima di presentare la domanda: in istruttoria il mancato rispetto della soglia rende il progetto non ammissibile.

L'iter della misura

Dal decreto all'erogazione

1
19 maggio 2026

Decreto firmato

Il Ministro istituisce lo sportello e destina 505,8 milioni di euro alla misura Scoperta Imprenditoriale II.

2
Adesso

Costruzione del progetto

Partner, contratto di rete, piano di sviluppo e verifica degli indicatori di bilancio.

3
Da definire

Provvedimento attuativo

Il Direttore generale fissa termini, modulistica, punteggi massimi e soglie minime.

4
All'apertura

Presentazione domanda

Scheda tecnica, piano di sviluppo e contratto di collaborazione. Una sola domanda per soggetto.

5
90 giorni

Graduatoria e istruttoria

Graduatoria per punteggio, poi istruttoria del Soggetto gestore e decreto di concessione.

6
18 – 36 mesi

Realizzazione

Avvio entro 3 mesi dalla concessione, fino a 5 SAL più saldo, poi rimborso del finanziamento.

Perché muoversi adesso

Proprio perché non è una corsa contro il tempo, il vantaggio si costruisce prima. Un progetto da uno a cinque milioni richiede di individuare i partner e negoziare un contratto di rete, coinvolgere un Organismo di ricerca o un fornitore di ricerca contrattuale per almeno il 10% dei costi, redigere un piano di sviluppo che regga il confronto con lo stato dell'arte internazionale e verificare che gli indicatori di bilancio sostengano sia la soglia di accesso sia la posizione in graduatoria. Sono mesi di lavoro, non settimane. Chi arriva alla pubblicazione del provvedimento attuativo con il partenariato definito e i numeri già verificati ha semplicemente un progetto migliore da presentare. RoiComm ti accompagna dalla pre-fattibilità fino alla rendicontazione finale.

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Investimenti sostenibili 4.0 https://roicomm.it/investimenti-sostenibili/ Fri, 31 Jul 2026 12:18:53 +0000 https://roicomm.it/?p=22135
Sustainable Investments 4.0 — MIMIT | Landing Roicomm

Ministero delle Imprese e del Made in Italy — DM 18 marzo 2026 · PN RIC 2021-2027 · Azione 1.3.2

Investimenti Sostenibili 4.0

Fino al 75% di agevolazione per le PMI del Sud che investono in innovazione, sostenibilità e tecnologie Transizione 4.0. Contributo in conto impianti e finanziamento a tasso zero su programmi da 750 mila a 5 milioni di euro. Riservato a Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sicilia e Sardegna. Compilazione della domanda dal 10 settembre 2026, invio formale dal 6 ottobre 2026.

Registrati per maggiori informazioni
75%
Agevolazione massima sulle spese
€ 447 Mln
Dotazione complessiva
€ 750k – 5M
Programma di investimento ammissibile
6 ott 2026
Apertura invio domande (sportello)

SPORTELLO APERTO — Compilazione dalla piattaforma Invitalia dal 10 settembre 2026; invio formale dal 6 ottobre 2026, giorni feriali 10:00–17:00. Esame in ordine cronologico: prepararsi prima è decisivo.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

Investimenti Sostenibili 4.0 è il regime di aiuto MIMIT che sostiene programmi di investimento innovativi e sostenibili delle PMI nelle Regioni meno sviluppate, in attuazione dell'azione 1.3.2 del PN RIC 2021-2027. Procedura valutativa a sportello: compilazione dal 10 settembre, invio dal 6 ottobre 2026.

Titolare
MIMIT
Gestione: Invitalia
Territori
Regioni Sud
PUG, BAS, CAL, CAM, MOL, SIC, SAR
Investimento minimo
€ 750.000
Fino a € 5.000.000
Agevolazione massima
75%
35% contributo + 40% finanziamento
Riserva micro/piccole
25%
Delle risorse complessive
Dotazione
€ 447,6 Mln
Integrabile con nuove risorse
Durata programma
18 mesi
Prorogabile fino a 6 mesi
Copertura impresa
≥ 25%
Risorse proprie o finanziamento esterno

Struttura dell'agevolazione

Come funziona il sostegno economico

Fino al 75% delle spese ammissibili: mix di contributo in conto impianti e finanziamento a tasso zero.

Contributo in conto impianti
35%

Fondo perduto, non rimborsabile, contabilizzato a riduzione del costo del bene.

Finanziamento agevolato
40%

Tasso zero, max 7 anni, rate semestrali posticipate (31 maggio e 30 novembre).

Esempio su € 1.000.000: € 350.000 a fondo perduto + € 400.000 a tasso zero = 75% coperto. L'impresa copre almeno il 25% con risorse proprie o esterne senza sostegno pubblico.

Chi può partecipare

PMI con unità produttiva nelle Regioni meno sviluppate. Il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese.

Beneficiari e requisiti

  • PMI iscritte e attive al Registro delle imprese
  • Unità produttiva in Puglia, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Sicilia, Sardegna
  • Contabilità ordinaria, almeno due bilanci depositati
  • Non in liquidazione né procedure concorsuali
  • Assicurazione calamità naturali (L. 213/2023)

Vincoli ed esclusioni

  • Nessuna delocalizzazione nei 2 anni precedenti né successivi
  • DURC regolare, assenza cause ostative antimafia
  • Escluse imprese con sanzioni interdittive
  • Esclusi settori art. 13 GBER e art. 7 Reg. UE 2021/1058
  • Copertura ≥ 25% senza sostegno pubblico

I programmi finanziabili

Investimenti innovativi e sostenibili in Transizione 4.0

Programmi con contenuto tecnologico elevato. Le tecnologie abilitanti devono essere la quota preponderante dei costi.

Le tre linee d'azione

  • Processi produttivi green ed uso efficiente delle risorse
  • Efficienza energetica con risparmio ≥ 5%
  • Sviluppo PMI: trasformazione tecnologica e digitale

Tecnologie abilitanti 4.0

  • Advanced & additive manufacturing, robotica avanzata
  • Realtà aumentata, simulation e digital twin
  • IoT, Industrial Internet, integrazione di filiera
  • Cloud, cybersecurity, big data e analytics
  • Intelligenza artificiale e blockchain

Attività ammissibili: manifatturiere (sezione C ATECO 2025) e servizi alle imprese. Ampliamento capacità, diversificazione produzione, cambiamento processo o nuova unità produttiva.

Le spese ammissibili

Cosa finanzia il programma

Voce di spesaDettaglio e limiti
Macchinari, impianti e attrezzatureNuove immobilizzazioni materiali funzionali all'unità produttiva
Opere murarieEntro il 40% del totale ammissibile
Programmi informatici e licenzeCorrelati ai beni materiali agevolati
Certificazioni ambientaliSecondo il provvedimento attuativo
Consulenza specialistica 4.0 solo PMIEntro il 5% delle spese per beni materiali e software
Diagnosi energeticaSolo per efficienza energetica, entro il 3%

Non ammissibili: leasing, beni usati, terreni e fabbricati, spese di funzionamento, formazione, imposte (salvo IVA indetraibile), mezzi di trasporto, titoli < € 500 netto IVA.

Come si viene valutati

I criteri di valutazione

Tre criteri di punteggio. Rating di legalità e certificazione parità di genere danno punteggio aggiuntivo.

Caratteristiche del proponenteSolidità economico-finanziaria: copertura immobilizzazioni, oneri finanziari, indipendenza finanziaria, incidenza gestione caratteristica.
Qualità della propostaPeso tecnologie 4.0 sul totale e sostenibilità economica rispetto al margine operativo lordo.
Sostenibilità ambientaleEconomia circolare, risparmio ≥ 5%, obiettivi climatici UE, EMAS, ISO 14001, ISO 50001.

Verifica sostenibilità finanziaria: Invitalia verifica la capacità di restituire il finanziamento sull'ultimo bilancio. Condizione di accesso da verificare prima di candidarsi.

L'iter della misura

Dalla domanda all'erogazione

1
Adesso

Verifica requisiti

Regioni, sostenibilità finanziaria, assicurazione calamità, coerenza 4.0.

2
Dal 10 set 2026

Apertura compilazione

Accreditamento Invitalia, dati bilancio, upload allegati, codice predisposizione.

3
Dal 6 ott 2026

Invio formale

Feriali 10:00–17:00. Ordine cronologico. Una sola domanda per impresa.

4
60 giorni

Istruttoria

Valutazione in ordine cronologico, poi contratto di finanziamento.

5
18 mesi

Realizzazione

Completamento in 18 mesi (proroga fino a 6), erogazioni per SAL.

6
A saldo

Rimborso

Tasso zero, max 7 anni, rate semestrali.

Perché muoversi adesso

Procedura a sportello: le risorse vanno ai progetti inviati prima, fino a esaurimento. Un programma da 750 mila euro richiede settimane di lavoro. Chi arriva al 6 ottobre con il progetto pronto e la verifica finanziaria già superata parte con un vantaggio decisivo. RoiComm ti accompagna dalla pre-valutazione fino all'erogazione del saldo.

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Iperammortamento 2026 https://roicomm.it/iperammortamento-2026/ Mon, 27 Jul 2026 14:11:16 +0000 https://roicomm.it/?p=21972

IPERAMMORTAMENTO

Torna la maggiorazione fiscale sui beni strumentali 4.0. Fino al +180% del costo deducibile, con un risparmio effettivo fino al 43,2% su investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. Sostituisce Transizione 4.0 e 5.0.

+180%

Maggiorazione max del costo deducibile (fino a 2,5 M€)

fino al 43,2%

Risparmio fiscale effettivo

2026 – 2028

Investimenti ammessi (1 gen '26 → 30 set '28)

€ 8,4 mld

Risorse stanziate

Apertura sportello: 12 giugno 2026

Sintesi operativa

I parametri chiave in un colpo d'occhio

Tutto quello che serve per accedere alla misura, estratto dal Decreto Direttoriale MIMIT del 10 giugno 2026.

Soggetto gestore

GSE

Portale: area.clienti.gse.it (SPID)
 
 

MAGGIORAZIONE MAX

+180%

Sul costo fino a 2,5 M€
 

Investimento massimo

€ 20.000.000

Per periodo d’imposta
 
 

SCADENZA INVESTIMENTI

30 set. 2028

 Realizzati dal 1° gen. 2026
 

RISPARMIO FISCALE

fino al 43,2%

 Con IRES al 24% 
 

NATURA BENEFICIO

Maggior deduzione

Non è credito d’imposta
 

RISORSE STANZIATE

8,4 miliardi €

Periodo 2026-2028
 

PRENOTAZIONI DAL

12 giu. 2026

piattaforma GSE
 
Struttura dell'agevolazione

Come funziona il beneficio fiscale

L'agevolazione non è un contributo: è una maggior deduzione fiscale. Si applica sul costo dei beni ammissibili e si recupera lungo l'ammortamento.

Maggiorazione del costo

+180%

È la quota massima di costo aggiuntivo fiscalmente deducibile, sugli investimenti fino a 2,5 M€.

Scaglioni superiori: +100% sulla quota da 2,5 a 10 M€, +50% da 10 a 20 M€. Tetto massimo 20 M€ per periodo d’imposta.

Fruizione del risparmio

fino al 43,2%

È il risparmio effettivo sul costo del bene, con IRES al 24% sullo scaglione al 180%.

Non è un credito d’imposta: la maggior deduzione si ripartisce lungo il piano di ammortamento del bene (di norma 5-7 anni) ed è fruibile solo in presenza di reddito imponibile. In caso di perdita, la deduzione si rinvia agli esercizi successivi.

Esempio pratico: investimento di €1.000.000 in beni 4.0 (scaglione 180%). Il costo fiscalmente riconosciuto diventa €2.800.000: la deduzione aggiuntiva è di €1.800.000, che con IRES al 24% vale un risparmio d’imposta di €432.000 — pari al 43,2% dell’investimento, ripartito lungo l’ammortamento del bene.

Intensità di aiuto per tipologia di intervento

Quanto si può ottenere

Tipologia di intervento Grande impresa Media impresa Piccola impresa Riferimento GBER
Efficienza energetica edifici (base) — involucro, serramenti, climatizzazione 30%40%50% Art. 38-bis
Efficienza energetica edifici + miglioramento energia primaria ≥40% 45%55%65% max Art. 38-bis + premialità
Efficienza energetica processi (piscine, impianti ristorazione, aree pernottamento) 30%40%50% Art. 38
Produzione energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, geotermia, pompe di calore) 45%55%65% max Art. 41
Sistemi di stoccaggio energia (batterie, behind-the-meter) 30%40%50% Art. 41
Consulenza (solo PMI) — max 4% del totale investimento 50%50% Art. 18
Studi e consulenza ambientale/energetica — max 2% totale 60%70%80% Art. 49

Nota maggiorazioni territoriali: le intensità di base possono essere aumentate di ulteriori +15 punti percentuali per investimenti in Zone A (ex art. 107.3.a TFUE — es. Calabria, Sicilia, Campania, Puglia) e +5 punti in Zone C. Le maggiorazioni sono cumulabili con quelle dimensionali.

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Beneficiari ammissibili

La misura è aperta a tutte le imprese titolari di reddito d'impresa, senza vincoli di settore, dimensione o forma giuridica. Contano invece i requisiti di regolarità e alcune cause di esclusione

Requisiti generali (tutte le imprese)

Esclusioni e condizioni di spettanza

Beni agevolabili

dagli Allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026

Allegato IV · Gruppo I

Beni il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite sensori e azionamenti

Allegato IV · Gruppo II

Sistemi per l'assicurazione della qualità e della sostenibilità

Allegato IV · Gruppo III

Interazione uomo-macchina, ergonomia e sicurezza del lavoro in logica 4.0

Allegato IV · Gruppo IV

Beni per l'elaborazione, la memorizzazione e la trasmissione dei dati

Allegato V · Beni immateriali

Software, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali

Autoproduzione da fonti rinnovabili (art. 1, c. 429, lett. b)

COME SI ACCEDE

Le fasi della procedura — dalla prenotazione alla fruizione

Procedura interamente telematica sulla piattaforma GSE. Le risorse sono assegnate in ordine cronologico di presentazione delle comunicazioni.

01

Comunicazione preventiva di prenotazione — L'impresa comunica al GSE l'ammontare degli investimenti che intende effettuare e la presunta maggiorazione spettante. Piattaforma aperta dal 12 giugno 2026, accesso con SPID all'Area Clienti GSE.

02

Verifica GSE — 10 giorni — Il GSE verifica caricamento e completezza e comunica l'esito positivo entro dieci giorni dalla ricevuta di invio, oppure indica i dati da integrare entro dieci giorni.

03

Conferma dell'investimento — entro 60 giorni — Dalla notifica dell'esito positivo, l'impresa comunica data e importo dell'ultima quota di acconto per raggiungere il 20% del costo di ciascun bene, con i dati identificativi delle fatture. Piattaforma aperta dal 21 luglio 2026. La conferma non può riguardare beni diversi o importi superiori alla preventiva. Per il leasing, il 20% si intende soddisfatto con la stipula del contratto e la sottoscrizione dell'ordine da parte della concedente.

04

Realizzazione e interconnessione — Completamento dell'investimento e interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura.

05

Perizia e certificazione — Perizia asseverata di ingegnere o perito industriale iscritto all'albo, o attestazione di ente di certificazione accreditato, entrambi con coperture assicurative. Certificazione contabile del revisore legale sull'effettivo sostenimento delle spese.

06

Rapporto di indebitamento — Debiti su totale passivo. Punteggio pieno sotto il 25%.

07

Fruizione — La maggiorazione rileva dal periodo d'imposta in cui si trasmette la comunicazione di completamento, purché il bene sia entrato in funzione nello stesso periodo, e comunque solo dopo l'esito positivo delle verifiche GSE.

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Le novità del Milleproroghe 2025: approfondimento Transizione 5.0 https://roicomm.it/le-novita-del-milleproroghe-2025-approfondimento-transizione-5-0/ Wed, 26 Mar 2025 16:47:07 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1262  

La legge di conversione del “Milleproroghe” rimodula il credito l’imposta Transizione 5.0, introducendo novità importanti per le imprese che intendono utilizzare questo strumento agevolativo.

 

Successivamente alle semplificazioni e alle novità già previste dalla nuova Legge di Bilancio, arrivano nuove modifiche alla normativa che regola il Piano industriale di Transizione 5.0.

Durante il percorso di conversione in legge del Decreto Milleproroghe (decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202), due emendamenti hanno interessato il Credito d’imposta Transizione 5.0, intervenendo sull’ammissibilità dei beni strumentali acquistati anteriormente alla data di presentazione della domanda di accesso all’agevolazione.

Le novità apportate dalle modifiche normative, chiariscono definitivamente e in maniera esplicita l’agevolabilità degli investimenti sostenuti prima della presentazione dell’istanza di accesso al credito d’imposta, purché effettuati a partire dal 1° gennaio 2024.

Pertanto, un’impresa che presenti istanza oggi può tranquillamente inserire nella domanda di accesso all’incentivo, un investimento avviato e concluso nel 2024[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row content_placement=”middle”][vc_column][vc_text_separator title=”La modificata della normativa” i_icon_fontawesome=”fas fa-sync-alt” i_color=”turquoise” color=”turquoise” style=”double” css_animation=”slideInRight” add_icon=”true”][vc_column_text]Prima degli ultimi emendamenti che porteranno alla modifica delle norme che regolamentano il Piano Transizione 5.0, era già previsto che le agevolazioni in oggetto venissero applicate agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2025, ma nulla veniva regolamentato in relazione al momento in cui viene presentata da domanda di accesso agli incentivi, senza meglio specificare se si potessero ritenere ammissibili costi sostenuti per investimenti già conclusi alla data di presentazione.

Citando il testo normativo del Decreto Mimit del 24 luglio 2024, commi 1 e 3, articolo 4:[/vc_column_text][vc_single_image image=”1264″ img_size=”large”][vc_column_text]Da quello che si evince, il legislatore aveva escluso gli investimenti effettuati nel 2024 ma relativi a ordini partiti nel 2023. Quanto agli investimenti scaturiti da ordini inseriti nel 2024 e già conclusi, non vi erano espliciti riferimenti normativi.

Il punto di partenza che ha dato spunto alle modifiche apportate è proprio quest’ ultimo, l’emendamento aggiunge alla parte finale del comma 2 del decreto legge 19 del 2 marzo 2024 la seguente integrazione:[/vc_column_text][vc_single_image image=”1271″ img_size=”large”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Così facendo le imprese avranno la possibilità di agevolare tutti gli investimenti avviati e già conclusi nel 2024.[/vc_column_text][vc_text_separator title=”Contattaci” i_icon_fontawesome=”fas fa-phone-volume” i_color=”turquoise” color=”turquoise” style=”shadow” css_animation=”slideInRight” add_icon=”true”][vc_column_text]

Il Team Roicomm è in continuo aggiornamento, pronto a recepire qualsiasi novità riguardi il mondo della finanza agevolata. Contatta i nostri consulenti per qualsiasi informazione o curiosità!

[/vc_column_text][vc_btn title=”CONTATTACI” color=”turquoise” align=”center” i_icon_fontawesome=”fas fa-user-edit” css_animation=”bounceIn” add_icon=”true” link=”url:https%3A%2F%2Froicomm.it%2Fprenota-un-appuntamento%2F|title:Prenota%20un%20appuntamento|target:_blank”][/vc_column][/vc_row]

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Piano Transizione 5.0: le novità del 2025. https://roicomm.it/piano-transizione-5-0-le-novita-del-2025/ Fri, 07 Feb 2025 17:29:01 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1236  

Con il “Piano Transizione 5.0” pubblicato in Gazzetta Ufficiale, viene introdotto il Credito d’Imposta Transizione 5.0, a sostegno delle aziende che intendono investire nella doppia transizione ecologica e digitale.

L’agevolazione verrà erogata sottoforma di credito d’imposta in relazione agli investimenti effettuati negli anni 2024 e 2025, per l’acquisto di beni materiali e immateriali, che rientrano in progetti di innovazione da cui ne consegua una riduzione dei consumi energetici.

Possono usufruire di questo strumento agevolativo tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, senza distinzione relativa alla loro dimensione, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza e dal regime fiscale.

Sono ammessi gli investimenti riguardanti beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa rientranti negli allegati A e B annessi alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232; le attrezzature oggetto dell’agevolazione devono necessariamente essere interconnesse al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e tramite le stesse, ne deve conseguire una riduzione sostanziale dei consumi energetici della struttura produttiva cui si riferisce il progetto di innovazione o, in alternativa, dei processi interessati dall’investimento.

Nell’ambito dei progetti di innovazione che concorrono alla formazione della base di calcolo del credito d’imposta, rientrano gli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, per un importo pari al 120% o al 140% del loro costo, in base alla tipologia di moduli fotovoltaici utilizzati, inclusi gli annessi sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Sono esclusi gli impianti energetici che utilizzano le biomasse.

Sono, altresì, incluse le spese per attività formative finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.Le aliquote del credito d’imposta variano in base alla percentuale di riduzione dei consumi energetici stimata, che deve raggiungere almeno il 3%, se riferita all’intera struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale o, in alternativa, il 5% dei consumi energetici se si tiene conto solo dei processi interessati dall’investimento.

Di seguito una tabella riepilogativa delle varie intensità agevolative applicabili in base all’investimento effettuato, aggiornata con le ultime modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2025.Inoltre, sono state ridefinite le maggiorazioni per il fotovoltaico che salgono al 30% per i pannelli fotovoltaici con moduli di tipo a) e fino al 40% e al 50% per i pannelli con moduli di tipo b) e c):

Tipo a) moduli fotovoltaici prodotti negli Stati membri dell’Unione europea con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5 %;

Tipo b) moduli fotovoltaici con celle, prodotti negli Stati membri dell’Unione europea con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5 %;

Tipo c) moduli prodotti negli Stati membri dell’Unione europea composti da celle bifacciali ad etero giunzione di silicio o tandem, prodotte nell’Unione europea con un’efficienza di cella almeno pari al 24,0 %.

La differenza sostanziale tra i due piani di transizione in analisi, 4.0 e il nuovo 5.0, riguarda in particolare l’obiettivo che l’agevolazione vuole raggiungere; nel vecchio Piano si voleva far fronte all’urgenza di dotazioni tecnologiche per innalzare il livello innovativo delle imprese, con il nuovo piano agevolativo invece, si vuole incentivare la transizione digitale ed ecologica di pari passo all’evoluzione tecnologica.

Altri aspetti che differiscono riguardano:

  • la spesa massima ammissibile, aumentata fino a 50 milioni per anno e per impresa;
  • I software, che con la nuova Legge di Bilancio 2025 sono stati esclusi dall’elenco dei beni agevolabili relativo al Piano Industria 4.0 (Allegato B), vengono annoverati tra le categorie di spesa rientranti in questo incentivo, come ad esempio i sistemi che permettono di monitorare i consumi energetici, l’energia autoprodotta o l’efficienza energetica e, se acquistati congiuntamente, vengono ammessi anche i relativi gestionali.
  • sarà necessario produrre due certificazioni in relazione alla riduzione dei consumi energetici, la prima in previsione dei risultati conseguibili dagli interventi (ex ante) e la seconda che ne conferma l’avvenuta diminuzione (ex post);
  • verranno agevolate anche le spese relative alla formazione del personale, che potrà essere somministrata solo da soggetti esterni individuati da un Decreto attuativo in uscita.

Con la nuova Legge di bilancio 2025 Il credito d’imposta transizione 5.0 diventa cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica o altre agevolazioni finanziate con fondi europei.

Per l’accesso al beneficio, si dovrà inviare la documentazione prevista in via telematica al Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (GSE).

Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, decorsi cinque giorni dalla regolare trasmissione dell’elenco delle imprese beneficiarie, da parte di GSE all’Agenzia delle Entrate, che avverrà entro la data del 31 dicembre 2025.

Contatta i Nostri consulenti, saranno pronti a seguire l’iter completo della tua istanza.

 

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ZES unica 2025: Conferme e Novità. https://roicomm.it/zes-unica-2025-conferme-e-novita/ Thu, 06 Feb 2025 16:45:39 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1224 A decorrere dal 1° gennaio 2024 è stata istituita la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, denominata “ZES unica“, di cui fanno parte i territori di 8 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. Con la nuova Legge di Bilancio, la “ZES unica” è stata riconfermata anche per l’anno 2025.

 

Una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte di aziende già operative o di nuovo insediamento, può beneficiare di speciali agevolazioni relativamente a investimenti e altre attività di sviluppo dell’impresa.

Il Piano strategico che interesserà la Zes definisce, anche in coerenza con il PNRR, la politica di sviluppo della Zona e individua i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo della Zes unica, anche in modo differenziato per le diverse Regioni che ne fanno parte.

Possono usufruire di questa opportunità agevolativa tutte le imprese che effettuano investimenti nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Non rientrano tra i soggetti beneficiari le Imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga e quelle del settore creditizio, finanziario e assicurativo.

Grazie alla nuova Legge di Bilancio 2025, potranno beneficiare di questa opportunità anche le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca.

 

L’agevolazione verrà erogata sottoforma di credito d’imposta, saranno riconosciute valide le spese relative all’acquisto, anche in leasing o con altri contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie, destinati a strutture produttive nuove o già esistenti sul territorio. Sono riconosciuti anche gli acquisti di nuovi terreni e l’acquisizione o l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti, nella misura massima del 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Il credito d’imposta sarà commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, in caso di investimenti immobiliari realizzati, nel limite massimo per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.

Non sono agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 200mila euro.

Inoltre, la nuova “Zes unica 2025”, sarà cumulabile con il Credito d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali funzionali al Piano di Transizione 5.0.

 

Se hai un progetto d’investimento da realizzare, questo è il momento giusto per concretizzarlo!

Contattaci e i nostri consulenti studieranno la strategia agevolativa più efficace, su misura per te!

Seguiremo la pratica a 360°, dall’istruttoria fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

 

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Mini PIA Regione Puglia https://roicomm.it/mini-pia-regione-puglia/ Thu, 11 Jul 2024 15:58:01 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1171

Nuovo Avviso della Regione Puglia che riguarda i progetti di investimento per le attività di innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione, oltre che di sviluppo e qualificazione delle competenze di gestione aziendale.

Possono presentare istanza di agevolazione, le micro e piccole imprese, costituite e iscritte in Camera di Commercio, incluse le imprese che acquisiscono la qualifica di media impresa esclusivamente per il tramite delle partecipazioni, nonché i liberi professionisti, equiparati alle piccole imprese come esercenti attività economica.

Lo strumento intende agevolare i programmi di investimento, con un importo complessivo ammissibile compreso tra 30mila e 5 milioni di euro, riferiti a unità locali ubicate/da ubicarsi nel territorio della Regione Puglia, che hanno come fulcro l’innovazione, la tutela ambientale e la digitalizzazione.

Nello specifico, sono agevolabili:

  • gli investimenti Produttivi, in chiave di tecnologie abilitanti e di innovazione, correlati ai temi della digitalizzazione e/o dell’ecosostenibilità in linea con la Smart Specialization Strategy che devono necessariamente essere integrati con:
  • i progetti di Innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e gestionale delle imprese; che a loro volta possono essere integrati con:
  • i progetti formativi di qualificazione delle competenze volti alla trasformazione digitale, alla transizione industriale sostenibile, alla transizione ecologica ed alla riconversione green, anche promuovendo azioni di raccordo tra istruzione terziaria / universitaria e sistema produttivo, in stretta correlazione con la strategia regionale di specializzazione intelligente;
  • gli investimenti a favore della tutela ambientale;
  • l’acquisizione di consulenze specialistiche, programmi di Internazionalizzazione e di partecipazione a fiere;

Nell’ambito degli investimenti produttivi rientrano le spese per:

a) acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni nel limite del 10% dell’importo totale dell’investimento produttivo, tale limite viene incrementato fino al 15%, se i siti acquistati sono in stato di degrado o precedentemente adibiti ad uso industriale;

b) opere murarie e assimilabili, incluso l’acquisto dell’immobile;

c) acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica ed in linea con i dettami dell’Industria 4.0 e/o del Green Deal europeo, compatibili con le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o servizi, ovvero processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica, energetica o digitale;

d) mezzi mobili targati, solo se strettamente funzionali e pertinenti rispetto all’attività ammissibile svolta dall’impresa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all’effettiva produzione;

e) studi preliminari di fattibilità e spese per progettazioni e direzione lavori, nonché relazione tecnico – estimativa asseverata della cantierabilità e delle spese previste, anche per eventuale tutela ambientale, da parte di un tecnico iscritto ad albo.

Allo stesso modo, nella stessa categoria rientrano i costi per l’acquisto di brevetti, licenze, know how e conoscenze tecniche non brevettate, nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal programma. Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa ed i trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

L’intensità d’aiuto varia in base al tipo di intervento oggetto dell’investimento:*anche l’ESL, calcolato su operazioni di garanzia, controgaranzia, cogaranzia e riassicurazione del finanziamento bancario concesso, concorre a determinare l’intensità d’aiuto complessiva.

L’istanza verrà istruita dai consulenti del Team Roicomm e presentata in via telematica sul portale dedicato.

Roicomm collabora con professionisti esperti nel settore, pronti supportarvi nella realizzazione della linea di intervento che maggiormente si addice alla richiesta di fabbisogno d’innovazione rilevato.

La pratica verrà gestita interamente dal nostro Team, sia sotto il profilo della finanza agevolata, sia in ambito di gestione e monitoraggio dei progetti di innovazione, garantendo il risultato desiderato.

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