Edilizia & Costruzioni – Roicomm https://roicomm.it Thu, 06 Aug 2026 07:47:51 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://roicomm.it/wp-content/uploads/2026/06/cropped-roicomm-logo-1-32x32.png Edilizia & Costruzioni – Roicomm https://roicomm.it 32 32 Edil Sos – Lombardia https://roicomm.it/edil-sos-lombardia/ Thu, 16 Jul 2026 07:00:51 +0000 https://roicomm.it/?p=21721

REGIONE LOMBARDIA — PR FESR 2021-2027 · ASSE 2 · AZIONE 2.6.1 · D.G.R. XII/5436 DEL 01/12/2025

EDIL-SOS Lombardia, la misura per la filiera delle costruzioni

Sviluppo Edilizia Sostenibile ed Innovativa. Fino al 60% a fondo perduto per le MPMI lombarde della filiera dell'edilizia che investono in economia circolare: recupero e rigenerazione dei materiali, monitoraggio di consumi ed emissioni, eco-design e upgrade sostenibile delle linee produttive.

€ 6 Mln

Dotazione complessiva regionale

€ 250 mila

Contributo massimo per progetto

60%

Intensità massima a fondo perduto

€ 35 mila

Investimento minimo di progetto

BANDO APERTO
Domande entro il 30 SETTEMBRE 2026, ore 16:00.
Selezione a graduatoria: conta la qualità del progetto, non la velocità del clic.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

Con la D.G.R. XII/5436 del 1° dicembre 2025 Regione Lombardia ha istituito la misura «Sviluppo Edilizia Sostenibile ed Innovativa – EDIL-SOS Lombardia» (SA.121599), finanziata dal PR FESR 2021-2027 (Azione 2.6.1) e gestita da Unioncamere Lombardia. Un contributo a fondo perduto per la transizione delle MPMI della filiera edilizia verso processi produttivi circolari e sostenibili: riutilizzo, riciclo e rigenerazione di materiali ed energia, riduzione degli sprechi, allungamento della vita utile dei prodotti e maggiore sicurezza dei processi. Le domande si presentano su Bandi e Servizi dal 5 maggio al 30 settembre 2026.

Titolare della misura

Regione Lombardia

PR FESR 2021-2027 · Azione 2.6.1
 

Soggetto gestore

Unioncamere Lombardia

Istruttoria e gestione della misura

Portale domande

Bandi e Servizi

bandi.regione.lombardia.it

Investimento minimo

€ 35.000

(€ 5.000 per ciascun partner in aggregazione)
 

Contributo massimo

€ 250.000

In aggregazione (€ 200.000 impresa singola)
 
 

Dotazione complessiva

€ 6.000.000

Risorse regionali disponibili
 

Sostenibilità finanziaria

≤ 35%

Rapporto investimento / fatturato ultimo esercizio
 

Realizzazione

24 mesi

Progetto realizzato e rendicontato dalla domanda

 
Regimi di aiuto e intensità

Come funziona il contributo, due regimi a scelta

Il beneficiario sceglie in domanda uno dei due regimi di aiuto alternativi. La forma di partecipazione — singola o in aggregazione — determina intensità e tetto del contributo, ed è la prima leva per massimizzarlo.

De minimis (la via maestra)

50% – 60%

Percentuali piene su tutte le voci di spesa, comprese consulenze, certificazioni, materiali e spese generali forfettarie. 50% impresa singola, 60% in aggregazione. Il limite è il massimale di € 300.000 nel triennio mobile per “impresa unica”. È la scelta naturale per quasi tutti i progetti EDIL-SOS.

GBER art. 17 (residuale)

20% – 10%

Percentuali ridotte (20% piccole imprese, 10% medie), calcolate solo su attivi materiali e immateriali di un investimento iniziale: restano fuori consulenze, certificazioni, ingegnerizzazione, materiali e spese generali. Utile quando il plafond de minimis è esaurito.

Il requisito che fa la differenza: la sostenibilità finanziaria — rapporto tra investimento (quota della singola impresa) e fatturato dell’ultimo esercizio — deve restare entro il 35%. È una soglia di ammissibilità secca, da verificare prima di candidare. Il cumulo con altri aiuti di Stato è consentito fino al 100% dei costi nei limiti di intensità, ma è vietato il doppio finanziamento con fondi PNRR.
 
Regimi di aiuto, intensità e contributo massimo

Quanto puoi ottenere

Regime di aiuto (a scelta) Impresa singola In aggregazione Contributo massimo
De minimis — Reg. (UE) 2831/2023 via maestra 50% 60% € 200.000 singola · € 250.000 aggregata (entro € 300.000 nel triennio mobile)
GBER art. 17 — Investimenti PMI · Reg. (UE) 651/2014 20% piccole · 10% medie 20% piccole · 10% medie € 200.000 singola · € 250.000 aggregata

De minimis è la via maestra: percentuali piene su tutte le voci di spesa — consulenze, certificazioni, materiali e spese generali comprese — con l'unico limite del plafond di € 300.000 nel triennio mobile per "impresa unica". GBER art. 17 è residuale: intensità ridotte e base di calcolo limitata agli attivi di un investimento iniziale, utile solo quando il plafond de minimis è esaurito. La sostenibilità finanziaria (investimento/fatturato) deve restare entro il 35%.

Chi può partecipare

La misura è rivolta alle MPMI della filiera edilizia lombarda. La domanda può essere presentata in forma singola o in aggregazione, con una sola domanda per impresa.

Beneficiari

Requisiti e condizioni

Progetti e spese ammissibili

Efficientamento ed economia circolare per la filiera delle costruzioni

Gli interventi finanziabili

Voci di spesa ammissibili

Spese al netto di IVA, sostenute e rendicontate entro 24 mesi dalla domanda, con progetto di almeno € 35.000. Il progetto va realizzato presso una o più sedi operative lombarde e accompagnato da una relazione tecnica che dimostri l’efficientamento rispetto al pre-investimento. Valgono il principio DNSH e le autorizzazioni ambientali, ove pertinenti.

Spese non ammissibili

Nota: le fatture devono riportare la dicitura del bando, l’ID progetto e il CUP.

Beni usati, leasing e noleggio

Personale interno e veicoli

Affitti e hardware generico (pc, smartphone, tablet)

Spese fatturate da partner o parti correlate

Pagamenti in contanti o per compensazione

Spese edilizie (nuove costruzioni o ristrutturazioni importanti)

COME SI VINCE

Procedura valutativa a graduatoria, serve un punteggio di almeno 60/100

La selezione è a graduatoria, con soglie di sbarramento sulla coerenza dell'intervento e sulla quantificazione della circolarità. Non conta la velocità del clic: conta la qualità del progetto costruito sui criteri.

CRITERIO 1

Qualità dell'operazione · 30 punti

Coerenza con la misura, collaborazione con enti di ricerca, sicurezza dei lavoratori, integrazione circolare di filiera, coerenza di costi e tempi, replicabilità e scalabilità.

CRITERIO 2

Capacità di ingenerare circolarità · 30 punti

Quantificazione di riduzione rifiuti e riciclo, etichettature ambientali, materie prime critiche, allungamento vita utile e nuovi modelli di business.

CRITERIO 3

Sostenibilità ambientale · 20 punti

Stime quantitative su emissioni, consumi idrici, impatto carbonico e sociale.

CRITERIO 4

Mercato e qualità economico-finanziaria · 10+10 punti

Posizionamento competitivo e piano triennale post-progetto.

Le premialità — fino a 10 punti extra

+4

Aggregazione di imprese in filiera riconosciuta (DGR 5899/2022)

+3

Certificazioni ISO 14001, ISO 50001 e/o registrazione EMAS sui siti interessati

+3

Studi LCA o PEF a supporto del progetto

Le stime quantitative — non solo qualitative — spostano fino a 3 punti per ogni analisi ambientale.

L'iter della misura

Dalla domanda al saldo, tappa per tappa

1

Apertura sportello

05/05/2026 · ore 12:00Apertura dello sportello su Bandi e Servizi.

2

Chiusura termini

30/09/2026 · ore 16:00Chiusura dei termini per la presentazione delle domande.

3

Graduatoria

Entro 120 giorniIstruttoria e valutazione di merito entro 120 giorni dalla chiusura.

4

Accettazione

Entro 30 giorniAccettazione entro 30 giorni dalla concessione; eventuale anticipo del 40% (con fideiussione) entro 60 giorni.

5

Realizzazione

Entro 24 mesiProgetto realizzato e rendicontato entro 24 mesi dalla domanda. Saldo erogato entro 80 giorni dalla rendicontazione finale.

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ZES unica 2025: Conferme e Novità. https://roicomm.it/zes-unica-2025-conferme-e-novita/ Thu, 06 Feb 2025 16:45:39 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1224 A decorrere dal 1° gennaio 2024 è stata istituita la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, denominata “ZES unica“, di cui fanno parte i territori di 8 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna. Con la nuova Legge di Bilancio, la “ZES unica” è stata riconfermata anche per l’anno 2025.

 

Una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte di aziende già operative o di nuovo insediamento, può beneficiare di speciali agevolazioni relativamente a investimenti e altre attività di sviluppo dell’impresa.

Il Piano strategico che interesserà la Zes definisce, anche in coerenza con il PNRR, la politica di sviluppo della Zona e individua i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo della Zes unica, anche in modo differenziato per le diverse Regioni che ne fanno parte.

Possono usufruire di questa opportunità agevolativa tutte le imprese che effettuano investimenti nelle regioni di Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Non rientrano tra i soggetti beneficiari le Imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga e quelle del settore creditizio, finanziario e assicurativo.

Grazie alla nuova Legge di Bilancio 2025, potranno beneficiare di questa opportunità anche le imprese attive nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli, nel settore della pesca e dell’acquacoltura, nel settore della trasformazione e della commercializzazione di prodotti agricoli e della pesca.

 

L’agevolazione verrà erogata sottoforma di credito d’imposta, saranno riconosciute valide le spese relative all’acquisto, anche in leasing o con altri contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie, destinati a strutture produttive nuove o già esistenti sul territorio. Sono riconosciuti anche gli acquisti di nuovi terreni e l’acquisizione o l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti, nella misura massima del 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Il credito d’imposta sarà commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, in caso di investimenti immobiliari realizzati, nel limite massimo per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.

Non sono agevolabili i progetti di investimento di importo inferiore a 200mila euro.

Inoltre, la nuova “Zes unica 2025”, sarà cumulabile con il Credito d’imposta per investimenti in beni materiali e immateriali funzionali al Piano di Transizione 5.0.

 

Se hai un progetto d’investimento da realizzare, questo è il momento giusto per concretizzarlo!

Contattaci e i nostri consulenti studieranno la strategia agevolativa più efficace, su misura per te!

Seguiremo la pratica a 360°, dall’istruttoria fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.

 

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Mini PIA Regione Puglia https://roicomm.it/mini-pia-regione-puglia/ Thu, 11 Jul 2024 15:58:01 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1171

Nuovo Avviso della Regione Puglia che riguarda i progetti di investimento per le attività di innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione, oltre che di sviluppo e qualificazione delle competenze di gestione aziendale.

Possono presentare istanza di agevolazione, le micro e piccole imprese, costituite e iscritte in Camera di Commercio, incluse le imprese che acquisiscono la qualifica di media impresa esclusivamente per il tramite delle partecipazioni, nonché i liberi professionisti, equiparati alle piccole imprese come esercenti attività economica.

Lo strumento intende agevolare i programmi di investimento, con un importo complessivo ammissibile compreso tra 30mila e 5 milioni di euro, riferiti a unità locali ubicate/da ubicarsi nel territorio della Regione Puglia, che hanno come fulcro l’innovazione, la tutela ambientale e la digitalizzazione.

Nello specifico, sono agevolabili:

  • gli investimenti Produttivi, in chiave di tecnologie abilitanti e di innovazione, correlati ai temi della digitalizzazione e/o dell’ecosostenibilità in linea con la Smart Specialization Strategy che devono necessariamente essere integrati con:
  • i progetti di Innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e gestionale delle imprese; che a loro volta possono essere integrati con:
  • i progetti formativi di qualificazione delle competenze volti alla trasformazione digitale, alla transizione industriale sostenibile, alla transizione ecologica ed alla riconversione green, anche promuovendo azioni di raccordo tra istruzione terziaria / universitaria e sistema produttivo, in stretta correlazione con la strategia regionale di specializzazione intelligente;
  • gli investimenti a favore della tutela ambientale;
  • l’acquisizione di consulenze specialistiche, programmi di Internazionalizzazione e di partecipazione a fiere;

Nell’ambito degli investimenti produttivi rientrano le spese per:

a) acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni nel limite del 10% dell’importo totale dell’investimento produttivo, tale limite viene incrementato fino al 15%, se i siti acquistati sono in stato di degrado o precedentemente adibiti ad uso industriale;

b) opere murarie e assimilabili, incluso l’acquisto dell’immobile;

c) acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica ed in linea con i dettami dell’Industria 4.0 e/o del Green Deal europeo, compatibili con le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o servizi, ovvero processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica, energetica o digitale;

d) mezzi mobili targati, solo se strettamente funzionali e pertinenti rispetto all’attività ammissibile svolta dall’impresa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all’effettiva produzione;

e) studi preliminari di fattibilità e spese per progettazioni e direzione lavori, nonché relazione tecnico – estimativa asseverata della cantierabilità e delle spese previste, anche per eventuale tutela ambientale, da parte di un tecnico iscritto ad albo.

Allo stesso modo, nella stessa categoria rientrano i costi per l’acquisto di brevetti, licenze, know how e conoscenze tecniche non brevettate, nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal programma. Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa ed i trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

L’intensità d’aiuto varia in base al tipo di intervento oggetto dell’investimento:*anche l’ESL, calcolato su operazioni di garanzia, controgaranzia, cogaranzia e riassicurazione del finanziamento bancario concesso, concorre a determinare l’intensità d’aiuto complessiva.

L’istanza verrà istruita dai consulenti del Team Roicomm e presentata in via telematica sul portale dedicato.

Roicomm collabora con professionisti esperti nel settore, pronti supportarvi nella realizzazione della linea di intervento che maggiormente si addice alla richiesta di fabbisogno d’innovazione rilevato.

La pratica verrà gestita interamente dal nostro Team, sia sotto il profilo della finanza agevolata, sia in ambito di gestione e monitoraggio dei progetti di innovazione, garantendo il risultato desiderato.

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Piano di Transizione 5.0: credito d’imposta a favore delle imprese. https://roicomm.it/piano-di-transizione-5-0/ Tue, 02 Apr 2024 15:47:02 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1119

Con il “Piano Transizione 5.0” pubblicato in Gazzetta Ufficiale, viene introdotto il Credito d’Imposta Transizione 5.0, a sostegno delle aziende che intendono investire nella doppia transizione ecologica e digitale.

L’agevolazione verrà erogata sottoforma di credito d’imposta in relazione agli investimenti effettuati negli anni 2024 e 2025, per l’acquisto di beni materiali e immateriali, che rientrano in progetti di innovazione da cui ne consegua una riduzione dei consumi energetici.

Possono usufruire di questo strumento agevolativo tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, senza distinzione relativa alla loro dimensione, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza e dal regime fiscale.

Sono ammessi gli investimenti riguardanti beni materiali e immateriali nuovi, strumentali all’esercizio d’impresa rientranti negli allegati A e B annessi alla Legge 11 dicembre 2016, n. 232; le attrezzature oggetto dell’agevolazione devono necessariamente essere interconnesse al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura e tramite le stesse, ne deve conseguire una riduzione sostanziale dei consumi energetici della struttura produttiva cui si riferisce il progetto di innovazione o, in alternativa, dei processi interessati dall’investimento.

Nell’ambito dei progetti di innovazione che concorrono alla formazione della base di calcolo del credito d’imposta, rientrano gli investimenti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, per un importo pari al 120% o al 140% del loro costo, in base alla tipologia di moduli fotovoltaici utilizzati. Sono ammessi, quindi, gli investimenti in impianti fotovoltaici e annessi sistemi di accumulo dell’energia prodotta.

Sono esclusi gli impianti energetici che utilizzano le biomasse.

Sono, altresì, incluse le spese per attività formative finalizzate all’acquisizione o al consolidamento delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la transizione digitale ed energetica dei processi produttivi.

Le aliquote del credito d’imposta variano in base alla percentuale di riduzione dei consumi energetici stimata, che deve raggiungere almeno il 3%, se riferita all’intera struttura produttiva localizzata nel territorio nazionale o, in alternativa, il 5% dei consumi energetici se si tiene conto solo dei processi interessati dall’investimento. Di seguito una tabella riepilogativa delle varie intensità agevolative applicabili, in base all’investimento effettuato:La differenza sostanziale tra i due piani di transizione in analisi, 4.0 e il nuovo 5.0, riguarda in particolare l’obiettivo che l’agevolazione vuole raggiungere; nel vecchio Piano si voleva far fronte all’urgenza di dotazioni tecnologiche per innalzare il livello innovativo delle imprese, con il nuovo piano agevolativo invece, si vuole incentivare la transizione digitale ed ecologica di pari passo all’evoluzione tecnologica.

Altri aspetti che differiscono riguardano:

  • la spesa massima ammissibile, aumentata fino a 50 milioni per anno e per impresa;
  • nuovi software vengono annoverati tra le categorie di spesa rientranti nell’incentivo, come ad esempio i sistemi che permettono di monitorare i consumi energetici, l’energia autoprodotta o l’efficienza energetica e, se acquistati congiuntamente, sono ammessi anche i relativi gestionali.
  • sarà necessario produrre due certificazioni in relazione alla riduzione dei consumi energetici, la prima in previsione dei risultati conseguibili dagli interventi (ex ante) e la seconda che ne conferma l’avvenuta diminuzione (ex post);
  • verranno agevolate anche le spese relative alla formazione del personale, che potrà essere somministrata solo da soggetti esterni individuati da un Decreto attuativo in uscita.

Il credito d’imposta transizione 5.0 non è cumulabile, in relazione ai medesimi costi ammissibili, con il credito d’imposta industria 4.0, nonché con il credito d’imposta per investimenti nella ZES unica.

Per l’accesso al beneficio, si dovrà inviare la documentazione prevista in via telematica al Gestore dei Servizi Energetici S.p.A. (GSE).

Il credito d’imposta sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, tramite modello F24, decorsi cinque giorni dalla regolare trasmissione dell’elenco delle imprese beneficiarie, da parte di GSE all’Agenzia delle Entrate, che avverrà entro la data del 31 dicembre 2025.

Contatta i Nostri consulenti, saranno pronti a seguire l’iter completo della tua istanza.

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IN USCITA I BANDI PIA e MiniPIA della Regione Puglia: contributi alle micro, piccole e medie imprese https://roicomm.it/pia-minipia-regione-puglia/ Tue, 31 Oct 2023 17:52:24 +0000 https://www.roicomm.it/?p=976

Verranno concesse delle particolari agevolazioni alle aziende pugliesi per supportare le attività di innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione, oltre che di sviluppo e qualificazione delle competenze di gestione aziendale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema economico regionale.

Potranno beneficiare di questa agevolazione, le PMI singolarmente o in adesione con altre PMI, startup e imprese innovative.

Il programma dovrà essere costituito da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che possono essere integrati con dei progetti collegati riguardanti: innovazione, investimenti produttivi, formazione, tutela ambientale, consulenze specialistiche, programmi di internazionalizzazione e di partecipazione a fiere.

Le intensità agevolative potrebbero arrivare fino all’80% per le piccole imprese, come stabilito dalla Carta degli aiuti regionali e dal Regolamento europeo sugli aiuti in esenzione.

Potranno beneficiare di questa agevolazione, micro e piccole imprese e anche i liberi professionisti, equiparati alle piccole imprese come esercenti di attività economica.

Il programma dovrà essere costituito da progetti di investimento produttivi, riguardanti tecnologie abilitanti e di innovazione, strettamente correlati ai temi di digitalizzazione e/o dell’energia e/o dell’ecosostenibilità che producano un potenziamento dell’assetto strategico, organizzativo e gestionale delle imprese.

Entrambe le misure agevolative verranno concesse sottoforma di contributo a fondo perduto e potranno raggiungere un’intensità agevolativa fino al:

  • 55% per investimenti produttivi
  • 70% per programmi formativi
  • 65% per investimenti a favore della tutela ambientale
  • 50% per aiuti all’innovazione, programmi di internazionalizzazione e di acquisizione di consulenze specialistiche, partecipazione alle fiere.

La comunicazione delle procedure di partecipazione è prevista per le prossime settimane, l’intera prassi normativa sarà disponibile senza dubbio, per fine anno 2023.

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Decreto Sud: nuova ZES unica per otto Regioni. https://roicomm.it/decreto-sud-nuova-zes-unica/ Tue, 24 Oct 2023 10:11:00 +0000 https://www.roicomm.it/?p=942

A decorrere dal 1° gennaio 2024 viene istituita la Zona economica speciale per il Mezzogiorno, denominata “ZES unica“, di cui faranno parte i territori di 8 regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna.

Una zona delimitata del territorio dello Stato nella quale l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali, da parte di aziende già operative e di nuovo insediamento, può beneficiare di speciali agevolazioni relativamente a investimenti e altre attività di sviluppo dell’impresa.

Il Piano strategico che interesserà la Zes, ancora da approvare con decreto interministeriale, definisce, anche in coerenza con il PNRR, la politica di sviluppo della Zona e individua i settori da promuovere e quelli da rafforzare, gli investimenti e gli interventi prioritari per lo sviluppo della Zes unica, anche in modo differenziato per le Regioni che ne fanno parte.

Possono usufruire di questa opportunità agevolativa tutte le imprese che effettuano investimenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna.

Non rientrano tra i soggetti beneficiari le Imprese che operano nei settori dell’industria siderurgica, carbonifera e della lignite, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche, della banda larga e quelle del settore creditizio, finanziario e assicurativo.

L’agevolazione verrà erogata sottoforma di credito d’imposta, saranno riconosciute valide le spese relative all’acquisto, anche in leasing o con altri contratti di locazione finanziaria, di macchinari, impianti e attrezzature varie, destinati a strutture produttive di impianti nuovi o già esistenti sul territorio. Sono riconosciuti anche gli acquisti di nuovi terreni e l’acquisizione o l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti, nella misura massima del 50% del valore complessivo dell’investimento agevolato.

Il credito d’imposta sarà commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati o, in caso di investimenti immobiliari realizzati, dal 1° gennaio 2024 al 15 novembre 2024 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.

Non sono agevolabili, comunque, i progetti di investimento di importo inferiore a 200mila euro

Dal 1° gennaio 2024 viene istituito lo Sportello Unico Digitale ZES (S.U.D. ZES) con funzioni di sportello unico per le attività produttive (SUAP) per i procedimenti di autorizzazione unica per l’avvio di attività economiche o l’insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all’interno della ZES Unica.

Se hai un progetto d’investimento da realizzare, questo è il momento giusto per concretizzarlo!

Contattaci e i nostri consulenti studieranno la strategia agevolativa più efficace, su misura per te!

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CREDITI D’IMPOSTA: ULTIMA CHANCE https://roicomm.it/crediti-dimposta-ultima-chance/ Mon, 21 Nov 2022 17:01:46 +0000 https://www.roicomm.it/?p=655

CREDITI D’IMPOSTA BENI STRUMENTALI:

ULTIMA CHANCE

Parte il countdown… Al via lo sprint finale per beneficiare dei crediti d’imposta fino all’85% a sostegno degli investimenti in beni strumentali.

In assenza di aggiornamenti da parte del legislatore… la Deadline è chiara:Le imprese che intendono sfruttare quest’opportunità hanno tempo fino al 31 Dicembre 2022 per effettuare gli investimenti agevolabili.

  • Credito d’imposta per Investimenti nel Mezzogiorno (Legge n.208/2015);
  • Credito d’imposta beni strumentali (Legge 178/2020).

 

Il nuovo anno (2023), oltre a portare con se un sostanziale taglio dell’intensità di aiuto per i beni cosiddetti 4.0 (Legge 178/2020), sarà caratterizzato dalla chiusura definitiva di due misure che erano ormai divenute delle “certezze”.

Il termine del 31.12.2022 rappresenta, infatti, il termine ultimo per effettuare investimenti agevolabili con il Credito d’imposta per Investimenti nel Mezzogiorno e con il Credito d’imposta beni strumentali sui beni materiali e immateriali “ordinari”.

Il consiglio dell’esperto:

È possibile “prenotare” il credito d’imposta beni strumentali (L.178/2020), bloccando le condizioni favorevoli previste per l’anno di imposta 2022.

Per sfruttare il meccanismo di prenotazione (non applicabile al Credito d’imposta Mezzogiorno) è necessario che, alla data del 31.12.2022, si abbia firmato una conferma d’ordine e si sia provveduto al pagamento di un acconto almeno pari al 20% del totale investimento.

Con queste accortezze, sarà possibile beneficiare di termini più ampi per la realizzazione dell’investimento – 30 Giugno 2023 – sfruttando ugualmente le aliquote più favorevoli previste per l’anno in corso.In vista dell’imminenza del termine è fondamentale adottare una corretta pianificazione fiscale, finalizzata a massimizzare i benefici dei crediti d’imposta.

Il tempo sta per scadere… contatta subito i nostri consulenti per sfruttare questa imperdibile opportunità!

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CREDITO D’IMPOSTA 4.0 – UNO SGUARDO ALLE SCADENZE https://roicomm.it/credito-dimposta-4-0-uno-sguardo-allle-scadenze/ Thu, 24 Mar 2022 09:47:35 +0000 https://roicomm.it/?p=430

Credito d’imposta 4.0

La legge di bilancio 2021 ha esteso fino al 31.12.2025 la portata del piano nazionale “Transizione 4.0”. L’agevolazione riconosce un credito d’imposta diretto a supportare e incentivare le imprese che investono in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.

Cosa cambia

La normativa ha individuato un’intensità di aiuto variabile in funzione del periodo di effettuazione degli investimenti, il cui andamento prevede un trend a ribasso, come dettagliato nel seguente prospetto:

Alla luce delle previste evoluzioni, pertanto, per le imprese risulta fondamentale pianificare i propri investimenti anche in considerazione dell’intensità di aiuto spettante per ogni periodo d’imposta ed eventualmente valutare opportunità agevolative differenti.

Ad esempio, in un’ottica strategica, potrebbe risultare utile anticipare il momento di effettuazione dell’investimento per bloccare le attuali misure del bonus, più convenienti, attraverso due possibili soluzioni:

– effettuare gli investimenti entro il 31 dicembre 2022;
– ottenere l’accettazione dell’ordine dal venditore e pagare acconti per almeno il 20% del costo entro il 31 dicembre 2022 (in tal caso, l’investimento potrà essere terminato entro il 30 giugno 2023).

Diversamente l’imprenditore può valutare le alternative presenti nel panorama agevolativo nazionale e internazionale e valutarne la convenienza rispetto all’intensità di aiuto offerta dal credito d’imposta 4.0.
Beneficiari

Tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.

Cosa finanzia

Investimenti in beni strumentali materiali tecnologicamente avanzati (di cui all’Allegato A, legge 11 dicembre 2016, n.232);
Investimenti in beni strumentali immateriali funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (di cui all’Allegato B, legge 11 dicembre 2016, n.232 e integrato dall’art.1 legge del 27 dicembre 2017, n.205);
Investimenti in altri beni strumentali materiali, diversi da quelli ricompresi nel citato allegato A.

Sono agevolabili gli investimenti in beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa, esclusi:

  • i veicoli e gli altri mezzi di trasporto a motore indicati all’articolo 164 – pdf, comma 1, Tuir
  • i beni per i quali il decreto ministeriale del 31 dicembre 1988 – pdf stabilisce coefficienti di ammortamento ai fini fiscali inferiori al 6,5%
  • i fabbricati e le costruzioni
  • i beni elencati nell’allegato 3 della legge 208/2015 – pdf (condutture utilizzate dalle industrie di imbottigliamento di acque minerali naturali o dagli stabilimenti balneari e termali; condotte utilizzate dalleindustrie di produzione e distribuzione di gas naturale; aerei completi di equipaggiamento; materiale rotabile, ferroviario e tramviario)
  • i beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti, in concessione e a tariffa, nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Modalità di fruizione

Gli aiuti sono concessi sotto forma di credito d’imposta utilizzabile esclusivamente per la compensazione di qualunque tributo. La compensazione può essere effettuata in tre quote annuali a partire dal periodo d’imposta di entrata in funzione dei beni o in cui è avvenuta l’interconnessione.

Per le imprese con fatturato inferiore a 5 milioni di Euro, e per i beni non ricompresi nell’allegato A, il credito è utilizzabile in un’unica soluzione nell’anno di entrata in funzione dei beni o in cui è avvenuta l’interconnessione.

 

Contatta i nostri consulenti per avere maggiori informazioni su questa misura e per valutarne la convenienza o la cumulabilità con altre soluzioni agevolative.

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Bonus Verde – I requisiti 2021 https://roicomm.it/bonus-verde-i-requisiti-2021/ Fri, 08 Jan 2021 10:05:01 +0000 https://roicomm.it/?p=533

Bonus Verde 2021

La legge di Bilancio 2021, L. n.178 del 30/12/2020, ha prorogato per il 2021 diversi bonus per incentivare l’edilizia. Tra questi si annovera anche il bonus verde, consistente in una detrazione Irpef sulle spese sostenute per gli interventi di sistemazione a verde di aree scoperte private, realizzazione di impianti di irrigazione, pozzi, coperture a verde o giardini pensili.

Soggetti ammissibili:

Hanno diritto all’agevolazione i contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi e che hanno sostenuto le relative spese.

Spese ammissibili:

Sono ammissibili al credito di imposta, se sostenute attraverso strumenti che ne consentano la tracciabilità (per esempio, bonifico bancario o postale), le spese per i seguenti interventi:

  • sistemazione a verde di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
  • realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Sono agevolabili anche le spese sostenute per interventi eseguiti sulle parti comuni esterne degli edifici condominiali, fino a un importo massimo complessivo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. In questo caso, ha diritto alla detrazione il singolo condomino nel limite della quota a lui imputabile a condizione che la stessa sia stata effettivamente versata al condominio entro i termini di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Agevolazione:

L’agevolazione consiste in una detrazione Irpef del 36% sulle spese ammissibili. La detrazione va ripartita in dieci quote annuali di pari importo e va calcolata su un importo massimo di 5.000 euro per unità immobiliare a uso abitativo. Pertanto, la detrazione massima è di 1.800 euro (36% di 5.000) per immobile.

La detrazione non spetta, invece, per le spese sostenute per:

  • la manutenzione ordinaria periodica dei giardini preesistenti non connessa ad un intervento innovativo o modificativo nei termini sopra indicati
  • i lavori in economia.

Qualora vogliate essere tempestivamente informati circa le diverse novità introdotte dalla Legge di bilancio 2021 o per ricevere ulteriori aggiornamenti in merito alla materia trattata potete iscrivervi alla newsletter.

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