Ricerca & Sviluppo – Roicomm https://roicomm.it Wed, 26 Aug 2026 13:26:12 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=7.1 https://roicomm.it/wp-content/uploads/2026/06/cropped-roicomm-logo-1-32x32.png Ricerca & Sviluppo – Roicomm https://roicomm.it 32 32 Tecnonidi https://roicomm.it/tecnonidi/ Fri, 31 Jul 2026 15:12:31 +0000 https://roicomm.it/?p=22223
Fondo TecnoNidi — Regione Puglia | Landing Roicomm

Regione Puglia — Puglia Sviluppo S.p.A. · PR Puglia FESR-FSE+ 2021-2027 · Azioni 1.4 e 1.11

Fondo TecnoNidi

Fino a 280 mila euro tra fondo perduto e prestito a tasso zero per startup e piccole imprese innovative pugliesi. Copertura fino all'80% sia sugli investimenti sia sui costi di funzionamento — inclusi personale, cloud e marketing digitale. Bando a sportello, sempre aperto.

Registrati per maggiori informazioni
€ 280.000
Aiuto massimo per impresa
80%
Copertura di investimenti e costi di funzionamento
Tasso 0%
Prestito a 60 mesi senza garanzie reali
€ 50k – 350k
Spesa di progetto ammissibile

SPORTELLO SEMPRE APERTO — TecnoNidi non ha una scadenza: le domande si presentano in qualsiasi momento su sistema.puglia.it e vengono istruite in ordine cronologico di arrivo. Ha però una dotazione finita, e quando si esaurisce lo sportello chiude senza un vero preavviso. Nessun countdown, ma nemmeno tempo illimitato.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

TecnoNidi è la misura con cui Regione Puglia, tramite Puglia Sviluppo, sostiene le startup e le piccole imprese innovative che realizzano piani di investimento a contenuto tecnologico nelle aree della Strategia di Specializzazione Intelligente Smart Puglia 2030. La struttura dell'aiuto è insolita per un bando regionale: combina una quota a fondo perduto molto alta con un prestito a tasso zero senza garanzie reali, e finanzia anche i costi "leggeri" tipici di un'impresa digitale, non solo macchinari e opere edili.

Ente gestore
Puglia Sviluppo
Per conto di Regione Puglia
Programma
PR Puglia 21-27
FESR-FSE+ · Azioni 1.4 e 1.11
Beneficiari
Startup e PMI innovative
Con sede operativa in Puglia
Dotazione
€ 19,7 Mln
14,7 sovvenzioni + 5 fondo mutui
Conto impianti
€ 200.000
40% fondo perduto + 40% tasso zero
Conto esercizio
€ 80.000
Interamente a fondo perduto
Investimento minimo
€ 25.000
Su una spesa complessiva da € 50.000
Procedura
A sportello
Ordine cronologico, senza scadenza

Struttura dell'agevolazione

Quanto puoi ottenere

L'agevolazione viaggia su due binari distinti, che si sommano nello stesso progetto: uno sugli investimenti, uno sui costi di funzionamento. Entrambi coprono l'80% della spesa, ma con una composizione diversa — ed è questa differenza a determinare quanto denaro l'impresa dovrà effettivamente restituire.

Conto impianti — investimenti
€ 200.000

Copertura all'80% su un investimento massimo di € 250.000, composta per metà da sovvenzione a fondo perduto (40%) e per metà da prestito a tasso zero (40%), rimborsabile in 60 mesi e senza garanzie reali.

Conto esercizio — funzionamento
€ 80.000

Copertura all'80% su costi di funzionamento fino a € 100.000, interamente sotto forma di sovvenzione a fondo perduto: su questa componente non c'è nulla da restituire.

Leva di aiutoIntensitàComposizioneMassimale
Conto impianti
Investimenti fino a € 250.000
80%40% sovvenzione a fondo perduto + 40% prestito a tasso zero, 60 mesi, senza garanzie reali€ 200.000
Conto esercizio
Costi di funzionamento fino a € 100.000
80%100% sovvenzione a fondo perduto€ 80.000

L'esempio a progetto massimo: su un piano da € 350.000 — € 250.000 di investimenti più € 100.000 di costi di funzionamento — l'agevolazione complessiva arriva a € 280.000. Di questi, € 180.000 sono a fondo perduto e non vanno restituiti, mentre € 100.000 sono un prestito a tasso zero da rimborsare in cinque anni. L'impresa mette risorse proprie per i restanti € 70.000.

Chi può partecipare

Per accedere ci sono due strade diverse, e riconoscere in quale delle due si rientra è il primo passo: cambiano i documenti da produrre e i tempi di preparazione della domanda.

Le due strade di accesso

  • Startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle Imprese (L. 221/2012), costituite da meno di 5 anni e non quotate: il requisito è già certificato dall'iscrizione
  • Piccole imprese innovative che dimostrano costi di R&S pari ad almeno il 10% dei costi operativi in uno degli ultimi tre esercizi, attestati da un revisore
  • In alternativa, imprese senza spesa storica di R&S ma con un progetto innovativo dimostrabile tramite valutazione di un esperto esterno o domanda di brevetto già pubblicata
  • Spin-off universitari e della ricerca, anche senza storicità di bilancio
  • Progetto riconducibile alle aree di innovazione di Smart Puglia 2030: manifattura sostenibile, salute e benessere, transizione ecologica, comunità digitali creative e inclusive

Chi resta fuori

  • Imprese quotate, in liquidazione, sottoposte a procedure concorsuali o già destinatarie di revoche di agevolazioni non sanate
  • Settori esclusi: pesca e acquacoltura, agricoltura primaria, carbone, siderurgia, cantieristica navale, fibre sintetiche, trasporti ed energia
  • Gran parte del commercio (fuori dall'e-commerce puro), finanza, assicurazioni e immobiliare
  • Alloggio e ristorazione, giochi e scommesse, istruzione
  • Progetti con investimento inferiore a € 25.000 o spesa complessiva fuori dal range € 50.000 – € 350.000

Una barriera più bassa di quanto sembri: al momento della domanda preliminare la sede operativa in Puglia va soltanto identificata, non è necessario disporne già con un titolo di possesso. Questo apre la misura anche alle imprese di fuori regione che intendono aprire una sede in Puglia — a condizione che sia una sede realmente operativa e ad uso esclusivo, non un semplice recapito.

Le spese ammissibili

Cosa puoi finanziare

La seconda leva è ciò che rende TecnoNidi diverso dalla maggior parte dei bandi regionali: accanto ai classici investimenti in beni materiali, finanzia i costi correnti dell'impresa, comprese voci che di norma restano fuori da qualsiasi agevolazione.

Investimenti — conto impianti

  • Macchinari, impianti, attrezzature e arredi nuovi di fabbrica
  • Opere edili e assimilate, entro il 30% dell'investimento in altri attivi
  • Attivi immateriali: software, licenze, brevetti e know-how, con perizia giurata di un tecnico abilitato
  • Importo minimo per singolo titolo di spesa: € 500

Funzionamento — conto esercizio

  • Personale dipendente (retribuzione netta), locazione degli uffici e utenze
  • Consulenze per l'innovazione, servizi di sostegno e certificazioni, fino a € 30.000 per voce
  • Canoni cloud, software, hosting e domini
  • Marketing digitale: keyword advertising, campagne social e brand awareness — voce esplicitamente ammissibile
  • Locazione e allestimento dello stand per la prima partecipazione a una fiera specializzata

Perché conta: un'impresa software o di servizi ha pochi asset materiali da immobilizzare, e per questo resta spesso esclusa di fatto dai bandi costruiti sui macchinari. Qui il conto esercizio consente di portare a contributo stipendi, cloud e campagne pubblicitarie — cioè la struttura di costo reale di un progetto digitale — con l'80% a fondo perduto puro.

Da sapere prima di partire

Le regole che fanno la differenza

Sono i vincoli che non emergono leggendo il titolo del bando e che pesano sulla decisione di partecipare. Meglio conoscerli all'inizio, quando il piano si può ancora impostare in modo diverso, che scoprirli a metà percorso.

RegolaCosa comporta
CUP in fatturaIl Codice Unico di Progetto va riportato su ogni fattura elettronica, pena l'inammissibilità della spesa: un errore puramente amministrativo può vanificare un investimento reale
Fideiussione personaleÈ richiesta la fideiussione di un socio o di un amministratore: un impegno che va oltre il patrimonio della società
Perizia giurataGli attivi immateriali richiedono una perizia giurata di un tecnico abilitato, con verifica di congruità rispetto ai prezzi di mercato: costo e responsabilità aggiuntivi
Tempi di realizzazioneIl piano di spesa va completato entro 12 mesi dalla prima erogazione, oppure 6 mesi dalla seconda
Vincoli di stabilitàPer 3 anni dopo l'investimento restano vincolate sede, destinazione dei beni e attività prevalente, pena la revoca totale delle agevolazioni
Limiti interni di spesaOpere edili entro il 30% degli altri attivi, consulenze e certificazioni entro € 30.000 per voce, nessun titolo di spesa sotto € 500

Nota sulle erogazioni: l'agevolazione arriva in tre tranche — il 25% alla firma del contratto, il 50% per stato di avanzamento lavori e il 25% a saldo. La prima erogazione anticipata è ciò che rende sostenibile il progetto anche per un'impresa giovane, ma fa anche partire il conteggio dei 12 mesi per completare le spese.

Come si viene valutati

Un pitch, non un modulo

TecnoNidi non è un bando a valutazione automatica. Il contenuto innovativo del progetto viene esaminato da un esperto indipendente e presentato dall'impresa in un colloquio, anche in videoconferenza. Conta saper raccontare tecnicamente il progetto, non solo compilare correttamente i campi di un portale.

Tre aree di valutazioneL'istanza definitiva viene valutata su tre aree distinte, ciascuna con un punteggio massimo di 10 punti, per un totale di 30 punti disponibili.
Soglia minima: 18 su 30Sotto i 18 punti complessivi il progetto non è ammesso alle agevolazioni, indipendentemente dalla qualità della singola area.
Nessuna area sotto i 5 puntiBastano meno di 5 punti su 10 in una sola delle tre aree per escludere il progetto, anche con un punteggio complessivo alto.
È la doppia soglia il vero rischio. Un progetto tecnicamente brillante ma con un piano economico debole, o viceversa un piano solido su una tecnologia raccontata male, può superare i 18 punti complessivi e comunque essere escluso per una singola area sotto quota 5. Significa che non basta rafforzare i punti di forza: bisogna soprattutto individuare e correggere il punto debole prima di presentare l'istanza definitiva. È esattamente il lavoro che facciamo nella fase di preparazione, tra la domanda preliminare e il colloquio.

L'iter della misura

Dalla domanda preliminare al saldo

1
Adesso

Verifica requisiti

Startup innovativa o R&S al 10%, settore ammesso, sede operativa in Puglia, range di spesa.

2
Passo 1

Domanda preliminare

Online su sistema.puglia.it/tecnonidi con SPID, CIE o CNS, con l'illustrazione del contenuto innovativo.

3
Passo 2

Esame e valutazione

Verifica di esaminabilità e valutazione del contenuto innovativo da parte di un esperto indipendente.

4
Passo 3

Colloquio pitch

Presentazione del progetto davanti alla commissione, anche in videoconferenza.

5
Passo 4

Istanza definitiva

Valutazione su tre aree, concessione provvisoria, firma del contratto e prima erogazione del 25%.

6
12 mesi

Realizzazione

Spese completate entro 12 mesi dalla prima erogazione. Poi SAL al 50% e saldo al 25%.

Perché muoversi adesso

TecnoNidi non ha una scadenza. Ha una dotazione, e le due cose non sono la stessa cosa. Non c'è un countdown a spingere, ma le domande si istruiscono in ordine di arrivo e quando le risorse finiscono lo sportello chiude, senza il preavviso che una scadenza avrebbe garantito. Nel frattempo c'è molto da preparare: inquadrare la strada di accesso giusta tra startup innovativa e impresa con R&S, costruire il piano di spesa nel range corretto, procurarsi la perizia giurata per gli attivi immateriali e soprattutto preparare il colloquio, perché la valutazione la fa un esperto e non un algoritmo. RoiComm ti accompagna dalla verifica di ammissibilità fino al saldo finale.

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Elaborazione RoiComm sull'Avviso TecnoNidi 2021-2027 di Puglia Sviluppo, DGR n. 1216 dell'8 agosto 2023 e criteri di valutazione di cui alla DGR n. 603/2023. Per ogni aspetto vincolante si rinvia al testo ufficiale dell'Avviso e alla documentazione pubblicata su www.sistema.puglia.it/tecnonidi.

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Scoperta Imprenditoriale https://roicomm.it/scoperta-imprenditoriale/ Fri, 31 Jul 2026 14:25:43 +0000 https://roicomm.it/?p=22211
Scoperta Imprenditoriale II — FCS MIMIT | Landing Roicomm

Ministero delle Imprese e del Made in Italy — DM 19 maggio 2026 · Fondo per la Crescita Sostenibile · Regioni meno sviluppate

Scoperta Imprenditoriale II

Oltre 505 milioni di euro per i progetti di ricerca e sviluppo delle imprese del Sud. Contributo a fondo perduto fino al 40% e finanziamento agevolato al 40%, su progetti da 1 a 5 milioni di euro nelle sei tecnologie abilitanti fondamentali. Il 60% delle risorse è riservato a PMI e reti d'impresa.

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€ 505,8 Mln
Dotazione complessiva
80%
Copertura massima dei costi (piccole imprese)
€ 1 – 5 Mln
Costi di progetto ammissibili
60%
Risorse riservate a PMI e reti d'impresa

SPORTELLO NON ANCORA APERTO — Il decreto ministeriale è stato firmato il 19 maggio 2026. Termini di apertura, modulistica, punteggi massimi e soglie minime saranno definiti con provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese. Attenzione: non è un click day, l'ordine di arrivo non dà alcun vantaggio. Iscriviti ora: ti avvisiamo all'apertura.

Di cosa si tratta

I parametri chiave in un colpo d'occhio

Con il decreto del 19 maggio 2026 il MIMIT apre un nuovo sportello agevolativo a valere sul Fondo per la Crescita Sostenibile, destinato a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale realizzati nelle unità locali delle Regioni meno sviluppate. La misura — denominata Scoperta Imprenditoriale II — opera con le stesse modalità del decreto 13 luglio 2023, già noto al mercato, ma con una dotazione molto più ampia. L'obiettivo è sostenere la valorizzazione economica dell'innovazione e la ricerca collaborativa nelle sei tecnologie abilitanti fondamentali coerenti con la Strategia nazionale di specializzazione intelligente.

Titolare della misura
MIMIT
Gestione: RTI con mandataria Mediocredito Centrale
Fonte finanziaria
FCS
Fondo per la Crescita Sostenibile
Territori ammissibili
Regioni Sud
BAS, CAL, CAM, MOL, PUG, SAR, SIC
Costi di progetto
€ 1 – 5 Mln
E non oltre il 60% del fatturato medio
Contributo a fondo perduto
30 – 40%
In base alla dimensione d'impresa
Finanziamento agevolato
40%
Tasso pari al 20% del tasso di riferimento
Durata progetto
18 – 36 mesi
Proroga motivata fino a 6 mesi
Riserva PMI e reti
60%
Di cui il 25% a micro e piccole imprese

Struttura dell'agevolazione

Come funziona il sostegno economico

L'agevolazione combina due strumenti sullo stesso progetto: una quota a fondo perduto, che varia con la dimensione dell'impresa, e un finanziamento a tasso fortemente agevolato. Per una piccola impresa la copertura nominale arriva all'80% dei costi ammissibili.

Contributo diretto alla spesa
40%

Quota a fondo perduto per le imprese di piccola dimensione, che scende al 35% per le medie e al 30% per le grandi. Se il valore complessivo dell'aiuto in equivalente sovvenzione lordo supera l'intensità massima dell'articolo 25 GBER, il contributo diretto viene ridotto per rientrare nei limiti.

Finanziamento agevolato
40%

Quota uguale per tutte le dimensioni d'impresa, a un tasso pari al 20% del tasso di riferimento vigente alla concessione. Durata da 1 a 8 anni, oltre a un preammortamento fino all'ultimazione del progetto e comunque entro 3 anni dalla concessione, con rate semestrali costanti al 30 giugno e al 31 dicembre.

Tipologia di soggettoContributo a fondo perdutoFinanziamento agevolatoCopertura nominale
Piccola impresa40%40%80% dei costi ammissibili
Media impresa35%40%75% dei costi ammissibili
Grande impresa30%40%70% dei costi ammissibili
Organismi di ricerca co-proponenti60% ricerca industriale / 40% sviluppo sperimentalenon previstoSolo contributo diretto alla spesa

Come si legge la tabella: su un progetto da € 2.000.000 presentato da una piccola impresa, l'agevolazione vale € 800.000 di contributo a fondo perduto più € 800.000 di finanziamento agevolato da restituire a tasso ridotto. Il finanziamento non è assistito da garanzie, ma i crediti sono assistiti da privilegio. Le agevolazioni non sono cumulabili, sulle stesse spese, con altre agevolazioni pubbliche che prevedono un divieto di cumulo; vale in ogni caso il divieto di doppio finanziamento dello stesso costo.

Chi può partecipare

La misura richiede sempre una dimensione collaborativa: nessun progetto può essere realizzato da un'impresa completamente sola. Cambia però la forma della collaborazione, e questo apre due strade molto diverse tra loro.

Soggetti ammessi

  • Proponenti: imprese che esercitano le attività di cui all'art. 2195 c.c. nn. 1 e 3, incluse le imprese artigiane
  • Proponenti: imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale
  • Proponenti: Centri di ricerca, ossia imprese con personalità giuridica autonoma dedite a ricerca e sviluppo
  • Co-proponenti: imprese agricole (art. 2135 c.c.), Organismi di ricerca come università ed enti pubblici di ricerca, imprese di servizi ausiliari
  • Progetti realizzati in una o più unità locali ubicate in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia

Requisiti ed esclusioni

  • Regolarmente costituiti e iscritti al Registro delle imprese, non in liquidazione volontaria né in procedure concorsuali
  • Contabilità ordinaria con almeno due bilanci approvati (o due dichiarazioni dei redditi per imprese individuali e società di persone)
  • Capacità di rimborso del finanziamento: indicatore A.3.i dell'allegato 2 almeno pari a 0,8
  • Non essere impresa in difficoltà, non avere aiuti illegali da restituire, essere in regola con eventuali revoche del Ministero
  • DURC regolare, assenza di cause ostative antimafia, rispetto dell'obbligo assicurativo contro i danni catastrofali

Nota sugli Organismi di ricerca: devono possedere gli stessi requisiti, ove compatibili con la loro forma giuridica, con l'eccezione dei due bilanci approvati e dell'indicatore di capacità di rimborso. A differenza degli altri soggetti, possono partecipare a più progetti congiunti tramite propri istituti, dipartimenti o unità organizzative dotate di autonomia.

I progetti finanziabili

Due modalità, sei tecnologie abilitanti

I progetti devono prevedere attività di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzate a nuovi prodotti, processi o servizi oppure al loro notevole miglioramento, introducendo avanzamenti tecnologici significativi. Non basta la sola fase di ricerca: le attività devono essere strettamente connesse tra loro rispetto all'obiettivo del progetto.

Le due modalità di progetto

  • Progetto congiunto: fino a 3 soggetti proponenti compresa la capofila, di cui almeno una PMI, ciascuno con almeno il 10% dei costi ammissibili
  • La collaborazione si formalizza con contratto di rete, consorzio o accordo di partenariato, che ripartisce competenze e costi, regola la proprietà dei risultati e individua la capofila mandataria
  • Progetto a singola proponente: riservato a PMI o piccole imprese a media capitalizzazione (fino a 499 dipendenti)
  • In questo caso servono uno o più soggetti esterni indipendenti che contribuiscano con servizi di ricerca o ricerca contrattuale per almeno il 10% dei costi

Le tecnologie abilitanti (KETs)

  • Materiali avanzati e nanotecnologia
  • Fotonica e micro/nano elettronica
  • Sistemi avanzati di produzione
  • Tecnologie delle scienze della vita
  • Intelligenza artificiale
  • Connessione e sicurezza digitale

Sulle aree tematiche: i progetti devono collocarsi nelle aree e nelle traiettorie di sviluppo definite dalla Strategia nazionale di specializzazione intelligente — da cui il nome Scoperta Imprenditoriale II — oppure in aree non ancora incluse, contribuendo così ad alimentare il processo di scoperta imprenditoriale. È inoltre richiesto il rispetto del principio DNSH e l'esclusione degli ambiti di cui all'art. 7 del Reg. UE 2021/1058.

I vincoli operativi

Le regole del progetto

Sono i parametri che determinano se un progetto è costruibile o no, prima ancora di parlare di qualità della proposta. Vanno verificati per primi, perché diversi di questi vincoli non sono sanabili in corsa.

ParametroValore e conseguenze
Costi ammissibiliNon inferiori a € 1.000.000 e non superiori a € 5.000.000
Vincolo di fatturatoI costi non possono superare il 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi contabili del singolo proponente: è il tetto che di fatto dimensiona il progetto
DurataDa 18 a 36 mesi, con proroga motivata non superiore a 6 mesi
Avvio del progettoSuccessivo alla presentazione della domanda e, pena la revoca, non oltre 3 mesi dal decreto di concessione. Fa fede il primo impegno vincolante o l'inizio dell'attività del personale interno, con dichiarazione al Soggetto gestore entro 30 giorni
Quota minima per partecipante10% dei costi ammissibili per ciascun proponente nei progetti congiunti; 10% per i soggetti esterni nei progetti a singola proponente. Se in istruttoria la quota scende sotto la soglia, la domanda è inammissibile
Numero di domandeUna sola per soggetto, in forma singola o congiunta. Fanno eccezione gli Organismi di ricerca
ErogazioniFino a 5 stati di avanzamento più l'ultima a saldo. Il primo SAL va presentato entro 18 mesi dal decreto di concessione, pena la revoca

Spese ammissibili: sono quelle relative alle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale già disciplinate dall'articolo 5 del decreto 13 luglio 2023; i criteri di determinazione e rendicontazione saranno precisati dai provvedimenti attuativi. Gli importi possono essere calcolati anche con le opzioni semplificate in materia di costi, ad esempio i costi standard unitari per il personale di ricerca.

Come si viene valutati

I criteri di valutazione

Le domande sono valutate su tre criteri, definiti dall'allegato 2 del decreto. Punteggi massimi e soglie minime saranno stabiliti dal provvedimento attuativo. Nei progetti congiunti i punteggi sono riferiti all'insieme dei proponenti.

Caratteristiche del soggetto proponenteCapacità tecnico-organizzativa di realizzare il progetto con risorse interne, qualità delle collaborazioni con gli Organismi di ricerca e solidità economico-finanziaria misurata su cinque indicatori di bilancio.
Qualità della proposta progettualeFattibilità tecnica e congruità dei costi, rilevanza dei risultati attesi rispetto allo stato dell'arte nazionale e internazionale, grado di innovazione: il punteggio cresce passando dal miglioramento di processo al nuovo prodotto.
Impatto del progettoInteresse industriale in relazione all'impatto economico dei risultati attesi e potenzialità di sviluppo nel settore di riferimento, inclusa la capacità di generare ricadute positive in altri ambiti.
Non è un click day, ed è il punto più frainteso della misura. Il decreto stabilisce espressamente che l'ordine temporale di presentazione delle domande non determina alcun vantaggio né penalizzazione. La graduatoria di accesso all'istruttoria si forma in ordine decrescente sul punteggio attribuito a quattro indicatori di bilancio del proponente: copertura finanziaria delle immobilizzazioni, indipendenza finanziaria, incidenza degli oneri finanziari sul fatturato e incidenza della gestione caratteristica sul fatturato. In caso di parità prevale il progetto con il costo più basso. In altre parole, la posizione in graduatoria dipende dai bilanci già depositati, non dalla velocità di invio.

Verifica preliminare da fare subito: l'indicatore A.3.i, che misura la capacità di rimborsare il finanziamento agevolato, deve valere almeno 0,8. Si calcola rapportando il flusso di cassa medio degli ultimi due bilanci alla rata annua teorica del finanziamento. Se il valore non regge, il progetto va ridimensionato o l'ammortamento allungato prima di presentare la domanda: in istruttoria il mancato rispetto della soglia rende il progetto non ammissibile.

L'iter della misura

Dal decreto all'erogazione

1
19 maggio 2026

Decreto firmato

Il Ministro istituisce lo sportello e destina 505,8 milioni di euro alla misura Scoperta Imprenditoriale II.

2
Adesso

Costruzione del progetto

Partner, contratto di rete, piano di sviluppo e verifica degli indicatori di bilancio.

3
Da definire

Provvedimento attuativo

Il Direttore generale fissa termini, modulistica, punteggi massimi e soglie minime.

4
All'apertura

Presentazione domanda

Scheda tecnica, piano di sviluppo e contratto di collaborazione. Una sola domanda per soggetto.

5
90 giorni

Graduatoria e istruttoria

Graduatoria per punteggio, poi istruttoria del Soggetto gestore e decreto di concessione.

6
18 – 36 mesi

Realizzazione

Avvio entro 3 mesi dalla concessione, fino a 5 SAL più saldo, poi rimborso del finanziamento.

Perché muoversi adesso

Proprio perché non è una corsa contro il tempo, il vantaggio si costruisce prima. Un progetto da uno a cinque milioni richiede di individuare i partner e negoziare un contratto di rete, coinvolgere un Organismo di ricerca o un fornitore di ricerca contrattuale per almeno il 10% dei costi, redigere un piano di sviluppo che regga il confronto con lo stato dell'arte internazionale e verificare che gli indicatori di bilancio sostengano sia la soglia di accesso sia la posizione in graduatoria. Sono mesi di lavoro, non settimane. Chi arriva alla pubblicazione del provvedimento attuativo con il partenariato definito e i numeri già verificati ha semplicemente un progetto migliore da presentare. RoiComm ti accompagna dalla pre-fattibilità fino alla rendicontazione finale.

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Mini PIA Regione Puglia https://roicomm.it/mini-pia-regione-puglia/ Thu, 11 Jul 2024 15:58:01 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1171

Nuovo Avviso della Regione Puglia che riguarda i progetti di investimento per le attività di innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione, oltre che di sviluppo e qualificazione delle competenze di gestione aziendale.

Possono presentare istanza di agevolazione, le micro e piccole imprese, costituite e iscritte in Camera di Commercio, incluse le imprese che acquisiscono la qualifica di media impresa esclusivamente per il tramite delle partecipazioni, nonché i liberi professionisti, equiparati alle piccole imprese come esercenti attività economica.

Lo strumento intende agevolare i programmi di investimento, con un importo complessivo ammissibile compreso tra 30mila e 5 milioni di euro, riferiti a unità locali ubicate/da ubicarsi nel territorio della Regione Puglia, che hanno come fulcro l’innovazione, la tutela ambientale e la digitalizzazione.

Nello specifico, sono agevolabili:

  • gli investimenti Produttivi, in chiave di tecnologie abilitanti e di innovazione, correlati ai temi della digitalizzazione e/o dell’ecosostenibilità in linea con la Smart Specialization Strategy che devono necessariamente essere integrati con:
  • i progetti di Innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e gestionale delle imprese; che a loro volta possono essere integrati con:
  • i progetti formativi di qualificazione delle competenze volti alla trasformazione digitale, alla transizione industriale sostenibile, alla transizione ecologica ed alla riconversione green, anche promuovendo azioni di raccordo tra istruzione terziaria / universitaria e sistema produttivo, in stretta correlazione con la strategia regionale di specializzazione intelligente;
  • gli investimenti a favore della tutela ambientale;
  • l’acquisizione di consulenze specialistiche, programmi di Internazionalizzazione e di partecipazione a fiere;

Nell’ambito degli investimenti produttivi rientrano le spese per:

a) acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni nel limite del 10% dell’importo totale dell’investimento produttivo, tale limite viene incrementato fino al 15%, se i siti acquistati sono in stato di degrado o precedentemente adibiti ad uso industriale;

b) opere murarie e assimilabili, incluso l’acquisto dell’immobile;

c) acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica ed in linea con i dettami dell’Industria 4.0 e/o del Green Deal europeo, compatibili con le attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o servizi, ovvero processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati per il raggiungimento di un obiettivo di transizione ecologica, energetica o digitale;

d) mezzi mobili targati, solo se strettamente funzionali e pertinenti rispetto all’attività ammissibile svolta dall’impresa o per il trasporto in conservazione condizionata dei prodotti, purché dimensionati all’effettiva produzione;

e) studi preliminari di fattibilità e spese per progettazioni e direzione lavori, nonché relazione tecnico – estimativa asseverata della cantierabilità e delle spese previste, anche per eventuale tutela ambientale, da parte di un tecnico iscritto ad albo.

Allo stesso modo, nella stessa categoria rientrano i costi per l’acquisto di brevetti, licenze, know how e conoscenze tecniche non brevettate, nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, per la parte in cui sono utilizzati per l’attività svolta nell’unità produttiva interessata dal programma. Sono ammissibili anche le spese per l’acquisto di programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa ed i trasferimenti di tecnologia mediante l’acquisto di diritti di brevetto e licenze, connessi alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

L’intensità d’aiuto varia in base al tipo di intervento oggetto dell’investimento:*anche l’ESL, calcolato su operazioni di garanzia, controgaranzia, cogaranzia e riassicurazione del finanziamento bancario concesso, concorre a determinare l’intensità d’aiuto complessiva.

L’istanza verrà istruita dai consulenti del Team Roicomm e presentata in via telematica sul portale dedicato.

Roicomm collabora con professionisti esperti nel settore, pronti supportarvi nella realizzazione della linea di intervento che maggiormente si addice alla richiesta di fabbisogno d’innovazione rilevato.

La pratica verrà gestita interamente dal nostro Team, sia sotto il profilo della finanza agevolata, sia in ambito di gestione e monitoraggio dei progetti di innovazione, garantendo il risultato desiderato.

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Contratti di Programma: nuovi aiuti destinati alle Grandi imprese. https://roicomm.it/contratti-di-programma-aiuti-alle-grandi-imprese/ Fri, 19 Jan 2024 13:57:58 +0000 https://www.roicomm.it/?p=1086

Con questa agevolazione la Regione Puglia intende sostenere le imprese di grandi dimensioni, presenti sul territorio pugliese, incentivando gli investimenti in attività di Ricerca industriale e Sviluppo sperimentale, con l’intento di accrescere la competitività del sistema produttivo regionale.

Possono beneficiare dell’agevolazione in questione, le Grandi imprese con unità locali, ubicate o ancora da ubicare, nel territorio pugliese. Le Piccole e Medie imprese, start-up e imprese innovative possono partecipare solo in adesione con un Contratto di Programma presentato da una Grande impresa.

Il Contratto di Programma deve essere costituito necessariamente da un progetto di Ricerca Industriale e Sviluppo Sperimentale, che potrà essere integrato con:

  • progetti di Innovazione;
  • investimenti produttivi;
  • progetti formativi;
  • investimenti a favore della tutela ambientale;

Esclusivamente per le PMI, rientrano anche:

  • acquisizione di consulenze;
  • programmi di internazionalizzazione e di partecipazione a fiere.

L’intero programma dovrà avere un importo complessivo delle spese e dei costi ammissibili non inferiore a 5 milioni di euro, nello specifico:

  • i costi riguardanti Ricerca e Sviluppo non possono superare i 60 milioni di euro;
  • per gli Investimenti Produttivi il limite varia in base alle dimensioni d’impresa:

a) per le Grandi imprese questi costi sono ammissibili nel limite massimo di 110 milioni di euro;
b) per le Medie imprese questi costi sono ammissibili nel limite massimo di 40 milioni di euro;
c) per le Piccole imprese questi costi sono ammissibili nel limite massimo di 20 milioni di euro;
d) per le Start up innovative questi costi sono ammissibili nel limite massimo di 5milioni di euro;

  • per i costi relativi ai progetti di Innovazione, il limite è pari a 2 milioni di euro per le PMI;
  • per l’Innovazione dei Processi e dell’Organizzazione il limite dei costi ammissibili è pari a:
    a) 10 milioni di euro per le Grandi imprese;
    b) 2 milioni di euro per le PMI;
  • le spese per la Formazione sono agevolabili nel limite massimo di:
    a) 4 milioni per le Grandi imprese;
    b) 2 milioni per le PMI;
  • I costi relativi a progetti di Tutela ambientale non posso eccedere il limite di:
    a) 20 milioni per le Grandi imprese;
    b) 10 milioni per le PMI;
  • le spese delle PMI per servizi di consulenza, per l’Internazionalizzazione e per la partecipazione a fiere non può superare 500 mila euro.
  • Le intensità agevolative per la ricerca industriale sono definite come segue:
    a) 50% per le Grandi imprese;
    b) 60% per le medie imprese;
    c) 70% per le piccole imprese.
  • Per lo sviluppo sperimentale le intensità d’aiuto sono così suddivise:
    a) 25% per le Grandi imprese;
    b) 35% per le Medie imprese;
    c) 45% per le Piccole imprese.

Tali intensità possono raggiungere il limite massimo dell’80% se vengono soddisfatte specifiche condizioni di collaborazione tra imprese e di divulgazione dei risultati di ricerca ottenuti.

  • Per l’Innovazione delle PMI, l’intensità agevolativa è pari al 50%.
  • Per l’Innovazione dei processi e dell’organizzazione le intensità sono stabilite come segue:
    a) 15% per le Grandi imprese;
    b) 50% per le PMI.
  • Per gli Investimenti produttivi di importo inferiore a 55 milioni di euro, l’incentivo sarà concesso sottoforma di contributo in conto impianti con un’intensità:
    a) del 30% per le Grandi imprese;
    b) del 40% per le Medie imprese;
    c) del 50% per le Piccole imprese.
    d) Se l’investimento della Grande impresa supera i 55 milioni di euro, si applica una percentuale del 30%.
  • In relazione agli aiuti per la Formazione, l’intensità di aiuto è:
    a) del 50% per le Grandi imprese;
    b) del 60% per le Medie;
    c) del 70% per le Piccole;

Queste intensità possono subire un incremento di 10 punti percentuali se la formazione è destinata a lavoratori con disabilità o a lavoratori svantaggiati.

  • Gli investimenti a favore della tutela ambientale e sostenibilità, saranno agevolati con un’intensità del:
    a) 45% per le Grandi imprese;
    b) 55% per le Medie;
    c) 65% per le Piccole.
  • Le agevolazioni relative ai servizi di consulenza, saranno concesse nel limite del 50% della spesa ammissibile, solo per le PMI aderenti al Contratto di Programma.

Contattaci subito per una valutazione gratuita del programma da presentare, i nostri Consulenti sono pronti ad analizzare, sotto ogni aspetto, la fattibilità del progetto, studiando la strategia giusta per avere un accesso garantito all’agevolazione.

In seguito, le istanze verranno inoltrate tramite sportello telematico predisposto da Puglia Sviluppo, il progetto vero e proprio potrà poi essere avviato successivamente alla presentazione dell’istanza di accesso.

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IN USCITA I BANDI PIA e MiniPIA della Regione Puglia: contributi alle micro, piccole e medie imprese https://roicomm.it/pia-minipia-regione-puglia/ Tue, 31 Oct 2023 17:52:24 +0000 https://www.roicomm.it/?p=976

Verranno concesse delle particolari agevolazioni alle aziende pugliesi per supportare le attività di innovazione, sostenibilità ambientale e digitalizzazione, oltre che di sviluppo e qualificazione delle competenze di gestione aziendale, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema economico regionale.

Potranno beneficiare di questa agevolazione, le PMI singolarmente o in adesione con altre PMI, startup e imprese innovative.

Il programma dovrà essere costituito da progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, che possono essere integrati con dei progetti collegati riguardanti: innovazione, investimenti produttivi, formazione, tutela ambientale, consulenze specialistiche, programmi di internazionalizzazione e di partecipazione a fiere.

Le intensità agevolative potrebbero arrivare fino all’80% per le piccole imprese, come stabilito dalla Carta degli aiuti regionali e dal Regolamento europeo sugli aiuti in esenzione.

Potranno beneficiare di questa agevolazione, micro e piccole imprese e anche i liberi professionisti, equiparati alle piccole imprese come esercenti di attività economica.

Il programma dovrà essere costituito da progetti di investimento produttivi, riguardanti tecnologie abilitanti e di innovazione, strettamente correlati ai temi di digitalizzazione e/o dell’energia e/o dell’ecosostenibilità che producano un potenziamento dell’assetto strategico, organizzativo e gestionale delle imprese.

Entrambe le misure agevolative verranno concesse sottoforma di contributo a fondo perduto e potranno raggiungere un’intensità agevolativa fino al:

  • 55% per investimenti produttivi
  • 70% per programmi formativi
  • 65% per investimenti a favore della tutela ambientale
  • 50% per aiuti all’innovazione, programmi di internazionalizzazione e di acquisizione di consulenze specialistiche, partecipazione alle fiere.

La comunicazione delle procedure di partecipazione è prevista per le prossime settimane, l’intera prassi normativa sarà disponibile senza dubbio, per fine anno 2023.

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I VANTAGGI DELLE STARTUP INNOVATIVE https://roicomm.it/i-vantaggi-delle-startup-innovative-2/ Mon, 27 Jun 2022 11:12:25 +0000 https://roicomm.it/?p=560
L’innovazione rappresenta una skill fondamentale per l’impresa moderna che, in un mercato estremamente saturo e globalizzato, deve necessariamente differenziarsi dalla concorrenza per emergere, ad esempio proponendo prodotti o servizi innovativi e ad alto valore tecnologico.

La crescita esponenziale di iniziative imprenditoriali votate alla ricerca e all’innovazione ha portato alla rapida diffusione dell’istituto delle Startup Innovative, un modello societario nato ad hoc per supportare la nascita e lo sviluppo di questi nuovi business.

A questa tipologia d’impresa, che deve possedere specifici requisiti e deve essere iscritta in una sezione speciale del Registro delle imprese, sono riconosciute particolari misure agevolative, sia nella fase di avvio che in quella di sviluppo.

L’impresa, per potersi qualificare come Start up innovativa, deve possedere cumulativamente i seguenti requisiti obbligatori:


Oltre ai requisiti essenziali, l’impresa deve possedere almeno uno tra i “requisiti alternativi” che identificano il carattere “innovativo” dell’attività:

Un’impresa, se in possesso dei requisiti sopra descritti, può ottenere lo status di startup innovativa registrandosi in un’apposita sezione speciale del Registro delle imprese presso le Camere di Commercio. Tale qualifica può essere mantenuta per 5 anni data di costituzione, purché siano mantenuti i requisiti qualificanti.

Trascorso tale periodo di tempo hanno la possibilità di trasformarsi in PMI innovative, senza perdere i benefici disponibili, se rispettano i requisiti previsti dalla normativa.

Le imprese in possesso della qualifica di Startup Innovativa beneficiano di numerosi incentivi fiscali e previdenziali e, inoltre, hanno la possibilità di accedere ad agevolazioni create ad hoc e dirette al sostegno e allo sviluppo di tali modelli di business innovativi.

 

AGEVOLAZIONI E INCENTIVI

Tra le principali agevolazioni riservate alle Startup Innovative, le più incentivanti sono:

  • Sgravi fiscali per gli investitori
    Per gli investitori, persone fisiche, che effettuano investimenti in capitale di rischio di startup innovative viene riconosciuta una detrazione d’imposta pari al 30% dell’ammontare investito (che può essere incrementata al 50% se vengono rispettati determinati requisiti) mentre, per le persone giuridiche, una deduzione dall’imponibile Ires pari al 30%.
  • Benefici fiscali su plusvalenze da cessioni
    Il Decreto Sostegni bis (D.L. 73/2021, art. 14) ha introdotto, in via temporanea e a determinate condizioni, un regime fiscale di esenzione per le plusvalenze realizzate da persone fisiche che investono in Start up innovative.
  • Accesso gratuito e semplificato al fondo di garanzia per le PMI
    Le startup innovative beneficiano di un intervento semplificato, gratuito e diretto del Fondo di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese, un fondo a capitale pubblico che facilita l’accesso al credito attraverso la concessione di garanzie sui prestiti bancari.
  • Esonero da diritti camerali e imposte di bollo
    Le startup innovative dal momento della loro iscrizione nella sezione speciale del Registro delle Imprese sono esonerate dal pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di segreteria dovuti per gli adempimenti relativi alle iscrizioni nel Registro delle Imprese, nonché dal pagamento del diritto annuale dovuto in favore delle camere di commercio. Tali agevolazioni hanno durata di cinque anni e sono comunque condizionate dalla permanenza dell’impresa all’interno della sezione speciale.
  • Raccolta di capitali tramite campagne di equity crowdfunding
    Il crowdfunding non è altro che un processo di raccolta di fondi di tipo collettivo, realizzato tramite portali online, attraverso il quale molte persone destinano fondi di diversa entità, al fine di favorire lo sviluppo di un progetto o di una iniziativa.
  • Remunerazione attraverso strumenti di partecipazione al capitale
    Le startup innovative e gli incubatori certificati possono remunerare i propri collaboratori con strumenti di partecipazione al capitale sociale (come le stock option), e i fornitori di servizi esterni attraverso schemi di work for equity. Il reddito derivante dall’assegnazione di tali strumenti non concorre alla formazione del reddito imponibile, né ai fini fiscali, né ai fini contributivi.
    Inoltre, fatto salvo un minimo previsto dai contratti collettivi di categoria, le parti possono stabilire in totale autonomia le componenti fisse e variabili della retribuzione, concordate ad esempio sulla base all’efficienza o alla redditività dell’impresa, alla produttività del lavoratore o del gruppo di lavoro, o ad altri obiettivi o parametri di rendimento, anche attraverso strumenti di partecipazione al capitale aziendale.
  • Esonero dall’obbligo di apposizione del visto di conformità per compensazione crediti iva
    In deroga alla normativa ordinaria, per le startup innovative è previsto l’esonero dall’obbligo di apposizione del visto per la compensazione dei crediti IVA fino a 50.000 euro. Tale semplificazione può comportare per le startup rilevanti benefici in termini di liquidità.
  • Proroga del termine per la copertura delle perdite
    Sono previsti termini più ampi per adempiere all’obbligo di copertura delle perdite quando queste comportino una riduzione del capitale aziendale di oltre un terzo o al di sotto del minimo legale.
  • Deroga alla disciplina sulle società di comodo e in perdita sistematica
    Le startup innovative non sono soggette alla disciplina delle società di comodo e delle società in perdita sistematica. Pertanto, nel caso conseguano ricavi “non congrui” oppure siano in perdita fiscale sistematica, non scattano nei loro confronti le penalizzazioni fiscali.
  • Fail fast
    Le startup innovative sono annoverate tra i cd. soggetti “non fallibili” in quanto, in caso di insuccesso, possono contare su procedure più rapide e meno gravose rispetto a quelle ordinarie per concludere le proprie attività. Nello specifico, esse sono assoggettate in via esclusiva alla procedura di composizione della crisi da sovra-indebitamento e di liquidazione del patrimonio, con l’esonero, in particolare, dalle procedure di fallimento, concordato preventivo e liquidazione coatta amministrativa.

La startup innovativa è l’incubatore ideale per la nascita e lo sviluppo della propria idea di business, un solido guscio protettivo per l’impresa che viene tutelata e supportata mentre muove i primi passi sul mercato.

Inoltre i numerosi incentivi dedicati al format delle startup, se opportunamente integrati all’interno di un’accurata pianificazione fiscale, possono rappresentare un’importante leva di successo aziendale.

Roicomm offre una consulenza specialistica nella nascita e sviluppo delle startup innovative che, sulla base delle prospettive di business del cliente, permetta di individuare la strategia agevolativa che massimizzi i benefici per impresa e investitori.

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BANDO MARCHI+ 2021 https://roicomm.it/fondo-imprese-creative-6/ Mon, 06 Sep 2021 08:47:19 +0000 https://roicomm.it/?p=500

BANDO MARCHI+ 2021

Il Bando Marchi+2021, promosso dalla Direzione Generale per la Tutela della Proprietà Industriale – UIBM del Ministero dello Sviluppo Economico e gestito dall’Unioncamere, intende sostenere le imprese di micro, piccola e media dimensione nella tutela dei marchi all’estero attraverso l’acquisizione di servizi specialistici, finanziando le seguenti misure:

Misura A: Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi dell’Unione europea;

Misura B: Agevolazioni per favorire la registrazione di marchi internazionali.

Per poter partecipare al presente bando, l’impresa alla data di presentazione della domanda di partecipazione deve:

Misura A

  • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione
  • aver effettuato, a decorrere dal 1° giugno 2018, il deposito della domanda di registrazione presso EUIPO del marchio oggetto dell’agevolazione e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di deposito;
  • aver ottenuto la registrazione, presso EUIPO, del marchio dell’Unione europea oggetto della domanda di partecipazione. Tale registrazione deve essere avvenuta in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione;

Misura B

aver effettuato, a decorrere dal 1° giugno 2018, almeno una delle seguenti attività:

  • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio registrato a livello nazionale presso UIBM o di un marchio dell’Unione europea registrato presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • il deposito della domanda di registrazione presso OMPI di un marchio per il quale è già stata depositata domanda di registrazione presso UIBM o presso EUIPO e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione;
  • il deposito della domanda di designazione successiva di un marchio registrato presso OMPI e aver ottemperato al pagamento delle relative tasse di registrazione

nonché

  • aver ottenuto la pubblicazione della domanda di registrazione sul registro internazionale dell’OMPI (Madrid Monitor) del marchio oggetto della domanda di partecipazione. La pubblicazione della domanda di registrazione del marchio sul registro internazionale dell’OMPI (Madrid Monitor) deve essere avvenuta in data antecedente la presentazione della domanda di partecipazione.

È prevista la concessione di un’agevolazione in conto capitale, nel rispetto della regola del de minimis, del valore massimo per la Misura A di euro 6.000,00, per la Misura B di euro 8.000,00. Complessivamente può essere riconosciuto un importo massimo per impresa del valore di euro 20.000,00.

Ai fini dell’ammissibilità tutte le spese devono essere sostenute a decorrere dal 1° giugno 2018 e comunque in data antecedente la presentazione della domanda di agevolazione.

Le richieste verranno accolte in ordine cronologico, a partire dalle ore 9:30 del 19 ottobre 2021, e fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

Questa misura rappresenta un’ottima opportunità per la valorizzazione di brevetti, marchi e disegni a favore delle Piccole e medie imprese, grazie al riconoscimento di un contributo a fondo perduto fino all’80% delle spese ammesse.

Per avere maggiori informazioni e per restare sempre aggiornati iscrivetevi alla nostra Newsletter o contattate i nostri consulenti ai seguenti recapiti.

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Credito d’imposta ricerca e sviluppo 2021 – Confermate le aliquote maggiorate per il Mezzogiorno https://roicomm.it/fondo-imprese-creative-7/ Mon, 18 Jan 2021 09:15:40 +0000 https://roicomm.it/?p=510

Proroga del potenziamento del credito di imposta ricerca e sviluppo per il mezzogiorno (comma 185).

Introdotto per la prima volta con il DL 34/2020, il potenziamento del credito di imposta per le spese effettuate in attività di ricerca, sviluppo e design ha trovato conferma e proroga anche nella Legge di Bilancio 2021.

La legge n.178 del 30/12/2020 infatti proroga per le annualità 2021 e 2022 il credito d’imposta potenziato per gli investimenti in attività di Ricerca & Sviluppo (inclusi i progetti di R&S in materia di Covid-19) in favore delle imprese operanti nelle regioni del Mezzogiorno e direttamente afferenti alle strutture produttive ivi ubicate: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Il credito di imposta R&S di cui all’articolo 1, comma 200, L. 160/2019 è prorogato con le medesime aliquote stabilite per il 2020 dall’articolo 244 D.L. 34/2020:

  • 25% per le grandi imprese;
  • 35% per le medie imprese;
  • 45% per le piccole imprese.

Non è prevista la proroga del credito R&S potenziato per le imprese operanti nelle regioni Lazio, Marche e Umbria, colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017.

Soggetti ammissibili:

  • Tutte le imprese, incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla natura giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione, dal regime contabile e dal sistema di determinazione del reddito ai fini fiscali.
  • Sono escluse le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale, altra procedura concorsuale. Sono inoltre escluse le imprese destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231.

Agevolazione:

Utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di maturazione, il credito d’imposta riconosciuto è riconosciuto per le spese in:

  • Attività di ricerca fondamentale, ricerca industriale e sviluppo sperimentale in campo scientifico e tecnologico:
  • Attività di innovazione tecnologica finalizzate alla realizzazione di prodotti o processi di produzione nuovi o sostanzialmente migliorati:
  • Attività di design e ideazione estetica per la concezione e realizzazione dei nuovi prodotti e campionari nei settori tessile e della moda, calzaturiero, dell’occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e della ceramica, e altri individuati con successivo decreto ministeriale:

per le seguenti categorie di spesa:

  • spese del personale: ricercatori, tecnici o personale ausiliario;
  • spese di strumentazioni ed attrezzature;
  • costi relativi a immobili e terreni;
  • costi per la ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, oltre ai costi per i servizi di consulenza;
  • spese generali supplementari ed altri costi di esercizio: materiali e forniture.
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Legge di Bilancio 2021: Le novità in merito alla Rivalutazione Beni d’impresa e Partecipazioni https://roicomm.it/fondo-imprese-creative-8/ Fri, 15 Jan 2021 09:24:49 +0000 https://roicomm.it/?p=514

Rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, le novità della Legge di Bilancio 2021

La rivalutazione dei beni d’impresa è un’agevolazione che consente di ragguagliare i beni e le partecipazioni iscritte in bilancio egli effettivi valori.

È stata migliorata ulteriormente con il Decreto Agosto e consiste nella rivisitazione di una norma già nota e riproposta nelle ultime Leggi di Bilancio. A differenza delle precedenti versioni, risulta di gran lunga più vantaggiosa, rappresentando uno strumento efficacissimo di pianificazione fiscale.

La legge di bilancio 2021, la L.178 del 30 dicembre 2020 ha confermato la ratio dei decreti e delle leggi precedenti, ampliando le categorie di beni rivalutabili inserendo tra di essi anche l’avviamento ed i beni immateriali.

Soggetti ammissibili:

I soggetti che possono beneficiare della rivalutazione sono:

  • Le società di capitali, le società cooperative, le società di mutua assicurazione, le società europee e le società cooperative europee;
  • Gli enti commerciali residenti che non adottano i principi contabili internazionali IAS/IFRS;
  • Le società di persone, le imprese individuali, gli enti non commerciali residenti e i non residenti con stabile organizzazione in Italia.

Oggetto delle rivalutazioni previsti dalla legge di bilancio 2020 ed il decreto “Agosto”:

Possono essere oggetto di rivalutazione i beni di impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della Legge n. 342 del 2000:

  • Beni materiali e immateriali (i.e. marchi, brevetti, licenze ma non l’avviamento e i costi pluriennali), sia ammortizzabili che non ammortizzabili, iscritti nelle immobilizzazioni dello stato patrimoniale, ad eccezione dei beni alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa (i.e. gli immobili merce) e dei beni monetari (i.e. obbligazioni, crediti, etc.);
  • Le partecipazioni in società controllate e collegate, classificate tra le immobilizzazioni finanziarie.

La norma prevede che la rivalutazione avvenga nel bilancio al 31 dicembre 2020 per i beni d’impresa e le partecipazioni risultanti dal bilancio al 31 dicembre 2019. La rivalutazione può essere effettuata distintamente per ciascun bene, senza dover rivalutare tutti i beni presenti nella medesima categoria omogenea.

Modifiche intervenute dalla legge di bilancio 2021:

La Legge di Bilancio 2021 modifica l’articolo 110 del decreto legge n.104 del 2020 con un nuovo comma 8-bis, per effetto del quale viene estesa la possibilità di rivalutare i beni di impresa stabilita dall’articolo 14 della legge n. 324 del 2000, coinvolgendo anche l’avviamento e le altre attività immateriali risultanti dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

Costo dell’operazione:

La rivalutazione può avvenire mediante il versamento di un’imposta sostitutiva del 3% sui maggiori valori iscritti nel bilancio 2020 e può essere versata in un’unica soluzione oppure in tre rate annuali di pari importo entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi di imposta 2020, 2021 e 2022 (per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare: 30 giugno 2021, 2022 e 2023).

Vantaggi:

  • Vantaggio Fiscale: si evidenziano die tipi di agevolazioni fiscali:
    • a) versando un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 3%, si acquisisce il diritto di detrarre i maggiori ammortamenti con un risparmio in termini di IRES pari al 24% e in termini di IRAP del 4,82 (in Puglia);
    • b) trascorsi quattro anni dalla rivalutazione, i beni e le partecipazioni potranno essere venduti considerando il maggior valore quale base di calcolo per la generazione di minusvalenze e plusvalenze;
    • c) Nello stato patrimoniale verrà iscritta una riserva di rivalutazione che potrà essere resa disponibile per la distribuzione ai soci o per la copertura di perdite pregresse versando soltanto un’ulteriore imposta sostitutiva del 10%.
  • Vantaggio patrimoniale: la rivalutazione proposta dal Dl Agosto avviene mediante l’iscrizione nel patrimonio netto di una riserva di rivalutazione. L’incremento del patrimonio netto ha riflessi diretti sul rating aziendale con evidenti vantaggi in fase di accesso al credito e, in generale, sulla valutazione del bilancio.

La grande versatilità data alla procedura di rivalutazione 2020 dal Dl agosto si evince oltre che dalla grande libertà di azioni esperibili sui beni rivalutati anche dalla mancanza di un obbligo specifico di perizia giurata di stima dei beni (a differenza di quanto previsto dalla precedente normativa sulla rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni).

Bisogna comunque tenere presente che si dovrà necessariamente fornire una rappresentazione veritiera e corretta nell’individuazione di un valore massimo, pari al valore recuperabile dall’immobilizzazione oggetto di rivalutazione. È comunque sempre possibile, ed in alcuni casi consigliato, richiedere, in via prudenziale, una perizia di stima dei valori stessi.

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Resto al Sud Invitalia – Ampliata la platea dei beneficiari per il 2021 https://roicomm.it/i-vantaggi-delle-startup-innovative/ Tue, 12 Jan 2021 09:44:36 +0000 https://roicomm.it/?p=525

Resto al Sud 2021: Le novità della Legge di bilancio 2021

Invitalia è l’Agenzia nazionale per lo sviluppo, di proprietà del Ministero dell’Economia. Dà impulso alla crescita economica del Paese, punta sui settori strategici per lo sviluppo e l’occupazione, è impegnata nel rilancio delle aree di crisi e opera soprattutto nel Mezzogiorno.

Gestisce tutti gli incentivi nazionali che favoriscono la nascita di nuove imprese e le startup innovative.

Con Resto al Sud, Invitalia sostiene la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali e libero professionali in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e nelle aree del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche, Umbria).

Inizialmente destinato ad individui di età compresa tra 18 e i 45 anni, la misura Resto al Sud è stata oggetto di modifica durante la stesura della Legge di Bilancio 2021, L. n.178 del 30/12/2020 che ha ampliato la platea dei soggetti che possono presentare richiesta, innalzando l’età massima a 55 anni.

Non ci sono bandi, scadenze o graduatorie: le domande vengono valutate in base all’ordine cronologico di arrivo.

Soggetti ammissibili:

Tutti gli under 56 anni* che:

  • al momento della presentazione della domanda sono residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia o nei 116 Comuni compresi nell’area del cratere sismico del Centro Italia (Lazio, Marche Umbria) o trasferiscono la residenza nelle suddette aree entro 60 giorni (120 se residenti all’estero) dall’esito positivo dell’istruttoria
  • non sono già titolari di altre attività d’impresa in esercizio alla data del 21/06/2017
  • non hanno ricevuto altre agevolazioni nazionali per l’autoimprenditorialità nell’ultimo triennio
  • non hanno un lavoro a tempo indeterminato e si impegnano a non averlo per tutta la durata del finanziamento

* Per le aree del cratere sismico: non ci sono limiti di età per i 24 Comuni compresi nelle aree del cratere sismico del Centro Italia nei quali più del 50% degli edifici è stato dichiarato inagibile.

L’incentivo si rivolge a:

  • imprese costituite dopo il 21/06/2017
  • imprese costituende (la costituzione deve avvenire entro 60 giorni o 120 giorni in caso di residenza all’estero – dall’esito positivo dell’istruttoria)

Fermo restando quanto sopra elencato, possono inoltre chiedere i finanziamenti:

  • i liberi professionisti (in forma societaria o individuale) che non risultano titolari di partita IVA nei 12 mesi antecedenti la presentazione della domanda per lo svolgimento di un’attività analoga a quella proposta (codice Ateco non identico fino alla terza cifra di classificazione delle attività economiche)

Attività finanziabili:

  • attività produttive nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura
  • fornitura di servizi alle imprese e alle persone
  • turismo
  • attività libero professionali (sia in forma individuale che societaria)

Sono escluse le attività agricole e il commercio.

Spese ammissibili:

Possono essere finanziate le seguenti spese:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa)
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative) massimo 20% del programma di spesa

Non sono ammissibili le spese di progettazione e promozionali, le spese per le consulenze e per il personale dipendente.

Agevolazione:

Resto al Sud copre fino al 100% delle spese ammissibili, con un finanziamento massimo di 50.000 euro per ogni richiedente, che può arrivare fino a 200.000 euro nel caso di società composte da quattro soci. Per le sole imprese esercitate in forma individuale, con un solo soggetto proponente, il finanziamento massimo è pari a 60.000 euro.

A supporto del fabbisogno di circolante, è previsto un ulteriore contributo a fondo perduto:

  • 15.000 euro per le ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale fino a un massimo di 40.000 euro per le società.

Il contributo ulteriore viene erogato al completamento del programma di spesa, contestualmente al saldo dei contributi concessi.

Le agevolazioni sono così composte:

  • 50% di contributo a fondo perduto
  • 50% di finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI. Gli interessi sono interamente a carico di Invitalia.

Modalità di erogazione:

L’erogazione del finanziamento bancario avviene immediatamente dopo l’ammissione all’agevolazione, il contributo a fondo perduto viene erogato da Invitalia per stati di avanzamento lavori (SAL). Puoi chiedere la prima erogazione solo se hai realizzato almeno il 50% del tuo programma di spesa. Puoi chiedere il primo SAL anche a fronte di fatture non quietanzate.

I tempi di erogazione sono questi:

30 giorni dalla data di ricezione di tutta la documentazione, nel caso di primo SAL

60 giorni per il SAL a saldo. Quest’ultimo viene erogato dopo un esame della documentazione e a seguito di un sopralluogo per verificare gli investimenti realizzati e le spese sostenute.

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